22 settembre 2018
Aggiornato 09:00

Il Milan forse è stanco, ma la coperta è corta

Il ko col Benevento ha evidenziato sì una condizione fisica precaria, ma Gattuso ha poche alternative in determinate e specifiche situazioni
Il Milan di Gattuso si prepara ad affrontare le ultime gare della stagione
Il Milan di Gattuso si prepara ad affrontare le ultime gare della stagione (ANSA)

MILANO - Per commentare Milan-Benevento basterebbero i numeri: rossoneri in corsa per l'Europa, campani in attesa solo della sentenza definitiva che li riporti in serie B; rossoneri mai sconfitti a San Siro nel 2018, campani senza vittorie esterne in tutta la stagione, 78 reti subite, nessuna partita fuori casa chiusa senza prendere gol. Tutto rovesciato in una sola gara, il gol di Iemmello al 28' difeso con le unghie e con i denti dai giallorossi che non hanno neanche sofferto più del dovuto contro un Milan apatico e con poche idee, capace di regalare 4 punti su 6 all'ultima in classifica. Ma se i numeri nudi e crudi dicono tanto non possono giustificare l'involuzione milanista che nelle ultime 6 gare non ha mai vinto, fermandosi al successo contro il Chievo dello scorso 18 marzo.

Difficoltà

Perchè il Milan nell'ultimo mese ha accusato una flessione fisica preoccupante: alcuni dei calciatori che maggiormente avevano trascinato i rossoneri alla fantastica cavalcata che poteva culminare col -2 nei confronti dell'Inter qualora si fosse giocato il derby il 4 marzo, rinviato invece a causa della morte di Davide Astori e recuperato con classifica e condizioni diverse delle due squadre, appaiono oggi in debito di ossigeno, con le gambe pesanti e la testa annebbiata. Franck Kessie, Giacomo Bonaventura, Suso e lo stesso Patrick Cutrone sono lontani parenti di quelli ammirati fra gennaio e febbraio, il che incide fortemente nelle prestazioni della squadra di Gattuso.

Poche alternative

In più, ecco pure gli infortuni di Alessio Romagnoli ed Hakan Calhanoglu, e il gioco è fatto; l'allenatore calabrese ha ora il compito di gestire al meglio la mente e i muscoli dei suoi calciatori nelle ultime 4 giornate di campionato e nella finale di Coppa Italia del prossimo 9 maggio contro la Juventus, ma poco può fare davanti ad una coperta corta: Bonaventura non si può sostituire perchè non ci sono altri elementi con le stesse caratteristiche; idem per Calhanoglu, idem pure per Kessie, per non parlare poi di Suso, meno brillante da qualche tempo (basti pensare che l'ultimo gol dello spagnolo risale a Udinese-Milan dello scorso 4 febbraio) ma unica fonte di gioco per Gattuso che col Benevento ha provato a lasciarlo fuori per permettergli di rifiatare (oltre al fatto che il calciatore era reduce dall'influenza), salvo poi essere costretto a spedirlo in campo nel secondo tempo, col risultato che il fantasista iberico è apparso come al solito poco lucido, ma pur sempre l'uomo più pericoloso della squadra. Il Milan ha certamente poca benzina nel suo serbatoio, ma Gattuso non può contare nè su un rifornimento e neanche sull'aiuto dei box: per arrivare al traguardo sani e salvi, i rossoneri dovranno fare tutto da soli, difendendo la loro posizione dai tentativi di sorpasso di chi arriva da dietro.