26 maggio 2020
Aggiornato 15:30
Formula 1

Il segreto del bottone magico della Mercedes: quanto vale davvero?

È l'arma in più dei campioni del mondo, quella che gli ha permesso di scatenare tutti i loro mille cavalli di potenza e di dominare di oltre sei decimi le qualifiche

La Mercedes di Lewis Hamilton esulta davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel dopo la pole position nel GP d'Australia
La Mercedes di Lewis Hamilton esulta davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel dopo la pole position nel GP d'Australia Pirelli

ROMA – Il primo round del Mondiale 2018 di Formula 1 è andato alla Ferrari, complici una strategia perfettamente studiata e un pizzico di fortuna. Ma a Maranello sanno bene che questo è solo l'inizio, e che bisogna continuare a lavorare, perché sedersi sugli allori sarebbe un errore fatale. Il Gran Premio d'Australia, al di là del risultato finale, ha anche dato un'indicazione ben precisa dal punto di vista tecnico: la Mercedes resta la monoposto migliore, almeno sotto l'aspetto della velocità pura sul giro, come hanno dimostrato gli oltre sei decimi di vantaggio rifilati a tutti gli avversari in qualifica. Un dominio che sembra dovuto soprattutto al suo famigerato bottone magico, che le permette di spingere al massimo la potenza del suo propulsore solo nei rari casi in cui è necessario. «La Mercedes ha sviluppato un sistema che le permette di superare i limiti prestazionali del suo materiale tecnico – conferma l'ex pilota Alex Wurz ai microfoni della tv austriaca Orf – Gli altri costruttori non azzardano a provarci, o comunque non hanno sviluppato mappature del genere». Un segreto che ha origini antiche, che un vecchio motorista privato inglese, la Cosworth, sviluppò nell'ormai lontano 2006 per la prima volta: «In seguito, molti ingegneri della Cosworth sono passati alla Mercedes, e sono sicuro che questo fatto abbia giocato un ruolo importante nello sviluppo di questo sensazionale motore turbo di Stoccarda», rivela ancora Wurz. E il potenziale che le Frecce d'argento sarebbero in grado di sprigionare in tutta la sua energia grazie al bottone magico è davvero micidiale: secondo alcuni la scuderia tedesca avrebbe infatti addirittura sfondato il tetto pazzesco dei mille cavalli di potenza. O quantomeno ci sarebbe arrivata molto vicina: «Sia noi, che la Ferrari e la Renault, non siamo molto lontani da questa cifra, ma non l'abbiamo ancora raggiunta», ha ammesso a mezza bocca il team principal Toto Wolff al quotidiano Kleine Zeitung.

Superiori, ma non troppo
Dunque è questa l'arma in più della squadra che ha fatto suoi gli ultimi quattro campionati del mondo consecutivi, il segreto che le ha permesso di dominare incontrastata l'era dei V6 turbo che hanno esordito in F1 nel 2014. Ma, alla prova della pista, quanto vale davvero la superiorità della Mercedes sulla Ferrari nel giro secco? Secondo Sebastian Vettel, il margine di quasi sette decimi emerso dalla corsa alla pole position di Melbourne sarebbe bugiardo: «Non hanno fatto nulla di speciale, non più di quanto abbiano fatto l'anno passato, anzi probabilmente persino un po' meno – ha commentato il ferrarista tedesco – Credo che abbiano attivato il bottone magico per la fase finale delle qualifiche, ma non hanno guadagnato sette decimi: al massimo un decimo o qualcosa di più. Se guardate con attenzione le qualifiche, possiamo dire che nella prima eliminatoria erano già più veloci di noi, Lewis è andato forte nella seconda e poi nel suo secondo tentativo è successo qualcosa che non so. Quindi il suo ultimo giro è stato l'unico pulito, in cui ha potuto spingere al massimo: non credo che il suo recupero sia stato dovuto tutto al motore. Il merito è del suo giro, non della potenza del propulsore». Insomma, Vettel non pare così spaventato dalla superiorità tecnica dei rivali, così come Lewis Hamilton non si sente pronto a cantar vittoria: «Tutti parlavano del nostro vantaggio, della mappatura speciale del nostro motore, ma la realtà è che Kimi è stato molto veloce nella prima parte di gara – ha riconosciuto l'iridato in carica – Non è stato facile per me staccarlo. Non sono sicuro che Sebastian abbia azzeccato un buon giro in qualifica, quindi non conosciamo ancora il vero potenziale della Ferrari in qualifica. Secondo me, la loro macchina è migliore di quanto è sembrata. Ci sono punti di forza e di debolezza: la Ferrari va molto forte sul dritto, quindi sarà veloce in Bahrein. Quello che posso dire di sicuro è che non sarà facile per noi. Credo che solo dopo quattro gare ci faremo un'idea dei valori in campo, ora è troppo presto».

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