23 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Calcio

Nazionale: volata Mancini-Ancelotti

Ancora incertezza sul nome del nuovo commissario tecnico azzurro, nonostante la rosa di pretendenti si sia ormai notevolmente ridotta

Roberto Mancini, allenatore dello Zenit San Pietroburgo e candidato alla panchina della Nazionale
Roberto Mancini, allenatore dello Zenit San Pietroburgo e candidato alla panchina della Nazionale ( ANSA )

ROMA - Da una parte c'è Luigi Di Biagio, commissario tecnico ad interim della nazionale italiana, che prova a lavorare come se nulla fosse, organizzando le amichevoli degli azzurri contro Inghilterra ed Argentina, tappando il buco lasciato da Giampiero Ventura dopo la clamorosa estromissione dell'Italia dalla fase finale dei mondiali di Russia. Dall'altra c'è la FIGC commissariata che tenta di reperire un nuovo tecnico che da giugno possa guidare la Nazionale, rivitalizzarla e condurla ai prossimi campionati europei del 2020.

Scelta

L'uomo incaricato di prendere la delicata decisione è Alessandro Costacurta che continua a rimandare la scelta, soprattutto perchè molti dei candidati alla panchina azzurra sono tuttora sotto contratto coi loro rispettivi club e dunque non contattabili ed avvicinabili da regolamento. Ma gli spifferi filtrano lo stesso e la sensazione è che la corsa per diventare commissario tecnico sia ormai ridotta a due nomi: Roberto Mancini e Carlo Ancelotti, un tempo rivali in campo nelle lotte scudetto fra Sampdoria e Milan, poi contendenti anche in panchina quando guidavano le due compagini milanesi. Mancini è attualmente allenatore dello Zenit San Pietroburgo, ma da tempo ha annunciato che rinuncerebbe volentieri al ruolo di guida della formazione russa (lauti emolumenti compresi) ed è in pole position assoluta per assumere il compito di tecnico della Nazionale; ma negli ultimi giorni è tornata prepotentemente in lizza la candidatura di Carlo Ancelotti, apparsa inizialmente la più accreditata e poi autoesclusa dallo stesso allenatore reggiano che pare però ora essere tornato sui propri passi, decidendo di ascoltare la proposta di Costacurta e prendere in mano l'Italia dal 1 giugno. Altri nomi credibili non ce ne sono e l'impressione è che se prima la strada per Roberto Mancini appariva spianata e senza ostacoli, la rimonta di Ancelotti potrebbe riservare un sorpasso estremo all'ultima curva.