17 settembre 2019
Aggiornato 16:00

La Yamaha 2018 ha ancora un (grosso) problema

Valentino Rossi e Maverick Vinales sono d'accordo, dopo i primi test pre-campionato in Malesia: l'elettronica ha fatto passi avanti, ma resta ancora il tallone d'Achille

Valentino Rossi a fianco della sua Yamaha M1 2018 nei test di Sepang
Valentino Rossi a fianco della sua Yamaha M1 2018 nei test di Sepang Michelin

ROMA – Il nuovo telaio, ripartito dalla base del 2016 mandando sostanzialmente in pensione la deludente versione 2017, è stato già promosso. Il nuovo motore, pur affinato soltanto nei dettagli, sembra comunque migliorato: tanto nella velocità massima quanto nella delicatezza dell'erogazione ai bassi regimi. Insomma, i passi avanti dal punto di vista tecnico in casa Yamaha sono stati compiuti, ma ancora da sciogliere resta il nodo più grosso che ha condizionato il disastroso scorso campionato: l'elettronica.

Rivali in vantaggio
Che fosse questo il problema numero uno, del resto, lo aveva anticipato il capotecnico di Valentino Rossi, Silvano Galbusera, già alla vigilia dei primi test pre-campionato di Sepang: «Ducati ha lavorato con Magneti Marelli per molti anni e l’anno scorso la Honda ha assunto un ingegnere elettronico che aveva lavorato in Ducati e poi in Magneti Marelli. Queste persone sanno tutto del sistema, quindi è più facile per loro trovare l’impostazione giusta». Questo è il motivo per cui, quando sono stati introdotti prima il software e poi l'intera centralina unificata prodotti dal costruttore italiano, il marchio dei Diapason si è ritrovato in ritardo rispetto ai due diretti concorrenti. Ed è stato costretto ad inseguire.

Migliorata, ma non abbastanza
Una rincorsa che gli ingegneri di Iwata hanno portato avanti ventre a terra per tutto l'inverno, ma che ancora non è giunta al suo traguardo finale, come ha messo in chiaro lo stesso Valentino Rossi al termine della tre giorni di prove in Malesia. «Il potenziale più alto della nostra Yamaha ufficiale deriva proprio dalla gestione elettronica – ha riconosciuto il Dottore – Inoltre, la M1 gode di una buona accelerazione ed a centro curva è veloce. Ma soprattutto Ducati, e anche Honda, sono ancora un passo avanti sull’elettronica. Va molto meglio rispetto all’anno scorso: prima avevo sempre paura di cadere, adesso no, ma confido ancora in un miglioramento». Diagnosi laconica, ma sulla stessa linea, anche quella del suo compagno di squadra Maverick Vinales: «Abbiamo lavorato soprattutto sull’elettronica, c’è ancora una lunga strada da percorrere, ma sono soddisfatto dei passi avanti». Sarà proprio questo aspetto a decidere il Mondiale 2018 di MotoGP?