19 ottobre 2018
Aggiornato 10:30

Petrucci e il mistero Valentino Rossi: «Cosa avrà in più dentro?»

Danilo concede una lunga intervista, che spazia dai suoi obiettivi prossimi di vittoria alla sua visione nei confronti dei suoi colleghi, dal Dottore a Marquez
Danilo Petrucci e Valentino Rossi insieme sul podio
Danilo Petrucci e Valentino Rossi insieme sul podio (Michelin)

ROMA – È stato Danilo Petrucci a confessarsi alla vigilia del Mondiale di MotoGP 2018, ai microfoni della trasmissione radiofonica Tutti convocati di Radio 24. A partire da una riflessione sulla stagione ormai conclusa, in cui ha sfiorato in più occasioni quella vittoria in un Gran Premio che però non è mai riuscito a centrare, e che dunque diventa inevitabilmente il suo principale obiettivo per il prossimo campionato: «Lo scorso anno sono arrivato molto vicino a vincere, ma la vittoria non è mai stata un’ossessione: ho visto che quando sei a lottare per il podio la vittoria è molto vicina, quindi l’importante è essere capaci di stare lì nei primi 4-5, poi la differenza a volte la fa la condizione, il caso o il trovarti al posto giusto nel momento giusto – spiega il pilota di Terni – Mi viene in mente Assen dove ho perso la gara per un doppiato. Ora ho capito un po' quello che bisogna fare per vincere: il difficile sarà farlo. Devo essere un po' più metodico e tecnico e meno passionale e ruspante. Devo darmi una calmata: per fare l'ultimo decisivo scalino devo un po' lasciare da parte l'istinto, per il resto quando c'è da rischiare qualcosa sono sempre pronto». Una bella soddisfazione il portacolori della Ducati satellite del team Pramac se la è comunque tolta: finire spesso e volentieri davanti al suo compagno di marca Jorge Lorenzo, che guadagna cinquanta volte più di lui. «Tutti abbiamo una gran voglia di vincere che va al di là di quello che guadagni, ma devo dire che mi ha dato gusto arrivare davanti a chi guadagna molto più di me – ammette Petrux – Ho pensato: 'Tu guadagnerai più soldi, ma io stasera vado a casa più felice perché ti ho lasciato dietro...'».

Rossi ancora vincente
Tra i suoi colleghi, però, il vero mistero per Danilo resta il suo amico Valentino Rossi: «Rossi è ancora un vincente, non so che cosa lui abbia in più dentro che gli si scatena quando è in gara. Durante le prove lo vedi spesso, negli ultimi anni, un po' in difficoltà, poi la domenica parte la gara e te lo ritrovi lì che non si stacca dai primi. Questo è lui e non ci scordiamo che ha 38, 39 anni, non mi ricordo. Ha ancora una passione incredibile, gli dà veramente gusto salire in moto e fare questa vita qua che per tanti piloti, a volte anche per me, è molto dura. Rossi invece l’ha sempre interpretata come la cosa più bella e più divertente che si potesse fare e questo gli ha permesso di correre ed essere competitivo tutti questi anni. Quello che per noi è una cosa pesante o difficile, per lui è una sfida, lo stimola ancora di più. Penso che nessuno, dopo essere stato in Ducati, si sarebbe rimesso in gioco per salire sulla moto del campione del mondo per dire 'adesso vediamo se sono ancora capace'. Puoi tifare per Valentino, Marquez, Lorenzo o chiunque, però io di Rossi apprezzo il fatto che non si è mai tirato indietro, soprattutto dopo la Ducati».

Voglia di battere Marquez
Quanto a Marc Marquez, invece, «è il favorito per il prossimo campionato: ha qualcosa in più dentro, non ha paura di farsi male: l'anno scorso è stato veramente forte, mi ha impressionato perché nonostante Dovizioso stesse lì, lui ha sempre cercato di dargli lo strappo anche quando non serviva. Però non elimino dai favoriti i vari Dovizioso, Rossi, Pedrosa, Vinales e Lorenzo, perché rispetto all'anno scorso ha più la moto in mano. Poi mi piacerebbe starci anch'io qualche volta tra questi qui. L’anno scorso nei primi test Viñales sembrava imbattibile, poi non è chiaro cosa sia successo». Ed è proprio lui che Petrucci vorrebbe più fortemente sconfiggere in pista: «Mi darebbe più gusto battere Marquez di Rossi perché per età siamo vicini e penso che sarà uno di quei problemi che mi porterò avanti per tutta la vita, mentre Valentino tra un po' smetterà e il suo l'ha dato. Io mi sono trovato a far parte della 'generazione Valentino Rossi' che io guardavo in tv appena nato o quasi e adesso me lo ritrovo a correrci insieme, quindi per me è una cosa abbastanza particolare, al di là del rapporto che abbiamo fuori dalla pista, mentre Marquez è un avversario che per i prossimi anni monopolizzerà la sfida».