19 ottobre 2018
Aggiornato 10:30

Milan: la risposta di Mirabelli alle critiche sul mercato

Dopo l’esaltazione iniziale per gli 11 colpi messi a segno in estate e le critiche recenti, il ds rossonero risponde alle critiche con vigore.
Il ds rossonero Massimiliano Mirabelli
Il ds rossonero Massimiliano Mirabelli (ANSA)

MILANO - La vita di Massimiliano Mirabelli, da circa 9 mesi a questa parte, sembra più un giro sulle montagne russe. Tutt’altra cosa rispetto a quando, molto più sereno e libero da responsabilità, andava in giro per i campi di tutta Europa a visionare - e segnalare - i talenti più interessanti da andare a prendere. Nell’aprile del 2017 l’uomo di calcio calabrese ha sposato il progetto cinese del nuovo Milan, facendo all’improvviso un gran balzo da capo degli osservatori dell’Inter a direttore dell’area tecnica del club rossonero. Subito fuochi d’artificio, acquisti a raffica, milioni spesi come se ce ne fossero all’infinito e lodi sperticate da parte dei tifosi milanisti - fin qui tutto normale - ma soprattutto da parte dell’intero mondo dell’informazione.

Reponsabilità
Poi però il Milan, complice una lunga serie di piccoli e grandi errori  commessi da tutti e di cui abbiamo già abbondantemente parlato, ha iniziato a battere in testa e accusare problemi. I nuovi acquisti si sono rivelati tutto meno che decisivi per la crescita della squadra e a pagarne le conseguenze è stata soprattutto la credibilità dell’uomo di Rende, passato in un amen da salvatore della patria a parvenu molesto, il responsabile di tutti i problemi sopraggiunti intanto a Milanello.
Logico che qualche responsabilità ce l’abbia pure Mirabelli, al quale viene imputata soprattutto l’iper valutazione di alcuni acquisti estivi rivelatisi non proprio all’altezza delle aspettative (Musacchio e Kalinic, tanto per citarne due), ma il neo ds di casa Milan rispedisce al mittente tutte le accuse e spiega il perchè.

Scommetto su Silva
«Non mi sembrano cifre eccessive - le parole di Massimiliano Mirabelli alla Gazzetta dello Sport -. Tutti considerano l’esborso complessivo, io invece invito a scorporarlo e analizzarlo. Non abbiamo strapagato nessuno e vi dirò di più: se, in pura teoria, domani mettessimo qualcuno dei nuovi sul mercato, andremmo a guadagnarci. Su chi continuo a scommettere? André Silva e Calhanoglu. Se c’è qualche operazione che non rifarei? No, li ritengo tutti giocatori validi, che formano un gruppo solido e ci danno tranquillità per il futuro. Sono lo zoccolo duro del Milan e nonostante molti di loro non stiano rendendo in base alle aspettative, a livello patrimoniale non esiste alcun flop». 

Rinnovi preziosi
Ma non è solo a questo che si appiglia Mirabelli per difendere il suo operato. La verità è che il capitale umano, per dirla alla Virzì, del Milan negli ultimi sei mesi è decisamente aumentato. E anche per merito di alcune operazioni condotte con tempismo e non qualche impasse da Fassone e dallo stesso ds rossonero. Ci riferiamo natualmente alla delicata questione dei rinnovi che ha garantito al club di via Aldo Rossi di aver blindato 5 giovani e preziosi talenti milanisti che hanno aumentato - e considerevolmente - il loro valore: «Esatto - continua Mirabelli -, ci si dimentica di un piccolo particolare, la nostra gestione è fatta anche di cessioni e di rinnovi. Dalle vendite abbiamo incassato una buona cifra e poi basta passare in rassegna chi ha rinnovato il contratto: Donnarumma, Suso, Cutrone, Calabria, Plizzari. Che nomi vi sembrano? Date voi un valore. Io dico che patrimonialmente è un incremento importante, la nostra è una cassaforte piena di valori».