26 giugno 2019
Aggiornato 17:30
MotoGP

Bilanci 2017: Ducati «contenta», Honda «quasi», per Yamaha «non è un disastro»

I boss delle case impegnate nel Mondiale danno la loro valutazione sulla stagione che si avvia verso la conclusione: quali sono i delusi e quali i soddisfatti dei risultati

La Honda di Marc Marquez davanti alla Suzuki di Andrea Iannone
La Honda di Marc Marquez davanti alla Suzuki di Andrea Iannone ( Michelin )

VALENCIA – È tempo di bilanci in MotoGP e, anche se il titolo piloti non è ancora stato assegnato, i boss di tutte le case impegnate nel Mondiale sono stati chiamati in conferenza stampa a dare un voto alla loro stagione, giunta ormai all'ultima gara. I più felici sono naturalmente i due ancora in corsa per il campionato, a partire dalla Honda: «Valutare la stagione prima che sia finita è un po' strano, ma finora siamo abbastanza soddisfatti – spiega il team principal Livio Suppo – Abbiamo vinto il Mondiale costruttori, con la maggior parte dei punti conquistati da Marc, ma anche Dani ha portato a casa molti podi. L'inizio del campionato è stato difficile, ma poi i nostri ingegneri hanno lavorato bene e la nostra moto adesso non è male». Ancor più sorrisi in casa Ducati: «Siamo molto soddisfatti, abbiamo portato a casa il maggior numero di podi degli ultimi dieci anni e sei vittorie incredibili – festeggia il responsabile del progetto MotoGP, Paolo Ciabatti – Domenica abbiamo una grande montagna da scalare, dovrà succedere qualcosa di speciale ma arrivare a lottare per il titolo all'ultima gara è stato comunque fantastico. Jorge ha fatto fatica, soprattutto all'inizio, ma da quando abbiamo introdotto il nuovo pacchetto aerodinamico ha trovato quel feeling con l'anteriore che gli mancava. Ora sta migliorando gara per gara, confidiamo che qui a Valencia possa lottare per il podio e siamo sicuri che l'anno prossimo arriveranno risultati con entrambi i piloti. Sappiamo cosa gli manca e abbiamo intrapreso dei passi di sviluppo in quella direzione: se risolviamo i problemi che ancora abbiamo al telaio, tutti i nostri piloti ne trarranno vantaggio, non solo lui».

I delusi
È rimasta invece fuori dalla lotta per il titolo la Yamaha, che deve fare i conti con risultati al di sotto delle aspettative. «Ma non è un anno disastroso – chiarisce il direttore generale Lin Jarvis – Siamo sicuri del terzo posto di Maverick e abbiamo portato a casa in totale quattro vittorie. Nei test invernali e nelle prime gare siamo stati super forti, ma poi siamo andati in difficoltà dove non ci aspettavamo, in piste dove solitamente eccellevamo, in particolare dove l'aderenza era bassa per colpa dell'asfalto o della pioggia. Per tutto l'anno abbiamo lavorato tecnicamente per cercare soluzioni, sul telaio o sull'elettronica. E in alcune gare abbiamo raccolto risultati pessimi ma poi, quando il grip tornava a crescere, noi miglioravamo di nuovo. Anche Vale è stato condizionato dagli infortuni, purtroppo precedenti ad entrambi i suoi appuntamenti di casa, ma poi ha recuperato. Siamo abituati ad andare meglio di così e dobbiamo lavorare per crescere». Ha deluso, dopo aver illuso nel 2016, anche la Suzuki: «Questa stagione, la terza dal nostro rientro in MotoGP, per certi versi per noi è stata interessante – ammette il team manager Davide Brivio – Ma, se lo scorso anno andammo meglio del previsto, in questo siamo tornati con i piedi per terra. Abbiamo passato momenti difficili, ma anche imparato molto. Il cambio di piloti ha condizionato le scelte tecniche prese durante l'inverno, quando ancora non conoscevano la moto. Abbiamo scoperto di aver preso delle direzioni sbagliate e poi abbiamo passato buona parte della stagione a rimediare a questi errori. Ma l'anno prossimo cercheremo di colmare le nostre lacune e dovremmo avere un pacchetto migliore. Lo prendiamo come investimento per il futuro».

I cresciuti
Spostando lo sguardo sulle cenerentole, invece, va sottolineata l'ottima crescita della Aprilia: «Se guardiamo i punti dovremo essere depressi, ma dal punto di vista delle prestazioni è stata una stagione positiva, abbiamo raggiunto un livello che non ci aspettavamo – dichiara il responsabile del reparto corse Romano Albesiano – Aleix è stato fantastico, Sam purtroppo non altrettanto. Ma siamo molto contenti della moto, che ha dimostrato di poter lottare con le migliori. Sentiamo di essere tecnicamente pronti: dobbiamo commettere meno errori e migliorare la costanza di rendimento dei piloti». Quello di esordio è stato un anno di miglioramento anche per la Ktm: «La nostra è stata una stagione difficile ma incredibile – racconta il capo del motorsport Pit Beirer – Prepararsi al debutto in MotoGP è impossibile: infatti siamo partiti dall'ultima fila, poi man mano abbiamo imparato e siamo arrivati fino alla seconda».