15 ottobre 2019
Aggiornato 23:30

La difesa di Iannone: «Se vado piano, Belen non c'entra»

È durato soli due GP l'accenno di ripresa del Maniaco: a Sepang si è rivista la solita Suzuki e lui non è andato oltre il diciassettesimo posto. Ma guai a dare la colpa alla sua relazione...

Andrea Iannone nel box della Suzuki in Malesia
Andrea Iannone nel box della Suzuki in Malesia Michelin

SEPANG – Nelle ultime due settimane, in Giappone e in Australia, si erano visti dei segnali di ripresa, con un quarto e un sesto posto, i suoi due migliori risultati della stagione, da quando era salito in sella alla Suzuki. Poi, in Malesia, complici problemi di gomme e uno stato d'animo non ideale (per colpa di una brutta notizia su una persona a lui cara di cui è stato informato nel corso del weekend), Andrea Iannone è ripiombato nella crisi, portando a casa solo un diciassettesimo posto: il secondo peggior piazzamento dell'anno. E così il Maniaco è tornato sul banco degli imputati, una posizione dove si trova ormai da mesi, per colpa di questa annata indubbiamente al di sotto delle aspettative che le malelingue hanno attribuito a un elemento ben specifico: «A Belen – risponde il pilota di Vasto in un'intervista rilasciata a Repubblica – Ma si può sapere cosa c’entra col mio rendimento? Io non vengo a chiederle se gli articoli che scrive sono più o meno belli a seconda dalla relazione che ha con sua moglie. Se vado piano, tutti a dare la colpa a Belen. È una storia che non c’entra nulla con la MotoGP. Non faccio dieci flessioni in più in palestra, non sorpasso meglio in gara perché c’è lei che mi guarda. È chiaro che quando c’è una persona che ti dà serenità, aiuta. L’amore migliora la qualità della vita, Belen mi fa stare bene. Ma non incide sulla mia vita sportiva. Giudicate il pilota, per favore».

Tra pista e web
Le foto ammiccanti che li ritraggono insieme, e che Iannone pubblica a getto continuo sui social network, però, non hanno sempre a che fare con la sua attività agonistica: «Racconto la mia vita vera – si difende lui – Che non è solo moto, sarei un ipocrita. Non mi nascondo, non mento. Il tifoso vorrebbe vedermi solo mentre mi alleno e con la tuta addosso. Ma la verità è che io vado al cinema, al ristorante, posso ubriacarmi una volta ogni tanto con gli amici. Come tutti. Perché devo mostrare solo quel che qualcuno vorrebbe vedere, perché piacere a tutti i costi?». Sarà anche per via dei riflettori del gossip, dunque, se Andrea si trova spesso al centro dell'attenzione, e non sempre per buone ragioni: «Cadono Crutchlow o Lorenzo, nessuno trova niente da dire. Cade Iannone, succede un casino. Se poi Iannone tira giù Lorenzo, il finimondo. Due pesi, due misure. Come nella vita: c’è quello che ammazza e dopo tre giorni è libero, quello che fa una rapina invece sta dentro dieci anni».