8 maggio 2021
Aggiornato 22:00
Formula 1

L'ex manager: «Voglio la verità su Michael Schumacher!»

L'ostinata difesa della privacy da parte della famiglia del campionissimo della Ferrari fa sì che le notizie ufficiali sulle sue condizioni di salute siano ridotte all'osso. E i tanti tifosi che ancora oggi gli vogliono bene si devono accontentare di indiscrezioni non confermate: «Questo non è giusto», tuona Willi Weber

Michael Schumacher ai tempi in cui era pilota della Ferrari
Michael Schumacher ai tempi in cui era pilota della Ferrari Ferrari

ROMA – Fa male, ai milioni di appassionati di tutto il mondo che ancora oggi vogliono bene al grande campione Michael Schumacher, la consapevolezza che il loro idolo, da quasi quattro anni, è costretto a casa, in un letto, dal terribile incidente sugli sci di cui fu vittima. Ma forse a far loro ancora più male è il silenzio: questo granitico, ostinato segreto che la famiglia della leggendaria bandiera della Ferrari ha deciso di issare, come un muro impenetrabile, attorno alla loro residenza di Gland, sulle rive del lago di Ginevra, ormai trasformata in clinica privata. Una scelta che, se da un lato è comprensibile per motivi di riservatezza e di rispetto per la tragedia privata (lo stesso sette volte iridato, durante la sua carriera sportiva, era noto per proteggere ossessivamente la privacy della sua vita familiare), dall'altro, in assenza di una verità ufficiale, lascia ampio spazio di fiorire alle indiscrezioni non confermate. Le ultime notizie circolate sottobanco sulle condizioni fisiche del mito della Formula 1 risalgono solo alle scorse settimane, e alcune di queste sono addirittura apparentemente contraddittorie tra di loro: c'è chi dice che sia ricaduto nel coma, chi sostiene che stia invece migliorando, chi ha rivelato che sta per essere trasferito dalla Svizzera agli Stati Uniti, dove potrebbe essere sottoposto alle cure di un luminare specialista in lesioni cerebrali. Tutte voci, nient'altro che voci, che vanno prese con la giusta e inevitabile cautela, ma che l'affettuoso popolo di Schumi non può far altro che cercare e leggere avidamente, anche con il rischio di alimentare false speranze o un esagerato pessimismo.

L'amarezza del procuratore
Tra di loro, incredibilmente, ci sono persino uomini che all'ex ferrarista sono stati vicinissimi, agli inizi della sua carriera, ma che oggi non hanno più contatti diretti con i suoi cari, come il primo manager Willi Weber. Lui stesso, in passato, lamentò che la moglie Corinna aveva risposto negativamente a ogni sua richiesta di poter visitare e persino vedere il suo ex pupillo, con sua grande sofferenza. Oggi, lo stesso Weber torna ad accusare la famiglia Schumacher e la sua attuale manager nonché portavoce Sabine Kehm per la confusione che avrebbero generato attorno a lui: «Trovo molto ingiusto che i tifosi di Michael non possano sapere nulla sulle sue condizioni di salute. Perché non dicono loro la verità?», le pesanti parole che il vecchio procuratore ha affidato al quotidiano bavarese Tz. Weber ha avuto anche lui problemi fisici nei mesi passati, tanto da essere stato recentemente sottoposto ad un'operazione alla schiena: «La Formula 1 adesso è come la mia schiena: dolorosa – ha chiosato – È diventata solo uno spettacolo da Topolino e nulla di più. Lo sport è finito in secondo piano».