27 ottobre 2020
Aggiornato 21:30
Formula 1 | Gran Premio del Giappone

Ferrari, saltano le prime teste per il doppio guasto al motore

Gli errori costati una probabile vittoria in Malesia non resteranno impuniti: «Abbiamo pianificato una riorganizzazione del reparto qualità», rivela il direttore tecnico Binotto, spiegando che a causare il problema è stato proprio il controllo delle componenti. Ma nel mirino ci sarebbe pure Arrivabene...

I tecnici attorno alla Ferrari di Kimi Raikkonen nei box di Suzuka
I tecnici attorno alla Ferrari di Kimi Raikkonen nei box di Suzuka Ferrari

SUZUKA – Abbiamo dovuto attendere una settimana per conoscere il verdetto ufficiale sul doppio cedimento dei motori che è costato alla Ferrari una probabile vittoria al Gran Premio della Malesia. I boss del Cavallino rampante ci hanno girato attorno per giorni: lo stesso guasto ripetuto due volte, un fulmine a ciel sereno, un fallimento del controllo qualità. A raccontare tutta la dolorosa verità sul problema che rischia di costare il Mondiale alla Rossa si è dunque incaricato il direttore tecnico Mattia Binotto, che non ha avuto paura di mostrarsi davanti alle telecamere e ai taccuini dei giornalisti nella conferenza stampa del venerdì in Giappone. Ed ecco qual è stata la risposta venuta fuori dalle analisi condotte nella sede centrale di Maranello: «Il guasto che ci ha colpito non è stato solo completamente inaspettato, ma non lo avevamo mai sperimentato prima né al banco prova né in pista per l'intera stagione – ha raccontato l'ingegnere italo-svizzero – Ci sono stati dei problemi a livello di qualità delle componenti. A cedere è stato un collettore di alimentazione del motore, che collega il compressore alle teste dei cilindri, ed è accaduto due volte, perché abbiamo avuto la stessa rottura con Seb in qualifica e con Kimi in gara. Ci è successo solo due volte in tutto l'anno, ed entrambe sono state in Malesia, perciò devono essere state quelle particolari condizioni a compromettere l'affidabilità generale, e stiamo analizzando di cosa si sia trattato, ma dobbiamo ancora capirlo meglio. In parallelo abbiamo rinforzato quelle componenti. Non si può mai essere totalmente sicuri di avere risolto tutti i problemi».

Rimpasto in squadra
L'imponderabile, naturalmente, fa parte integrante del fascino di questo sport. Ma ciò non toglie che la Ferrari si sia mossa repentinamente per impedire che errori del genere, e soprattutto così pesanti, si possano ripetere. Lo stesso presidente Sergio Marchionne ha lasciato intendere nei giorni scorsi che sarebbero cadute delle teste, e Binotto ha precisato che il dipartimento che si occupa del controllo qualità è già stato sottoposto ad una profonda revisione. «Penso che per migliorare le prestazioni sia necessario migliorare il pacchetto complessivo della vettura, ma anche l'organizzazione – spiega il dt – Stiamo considerando delle azioni pianificate per rafforzare il reparto qualità, tutto qui: a questo si riferiva il nostro presidente». Eppure, stando alle voci che filtrano dal box rosso, il manager con il maglione intende andare fino in fondo alla questione, con la sua consueta determinazione. E quelle dei poveri tecnici incaricati della qualità potrebbero non essere le uniche teste a rotolare nel prossimo futuro: le ultime indiscrezioni ipotizzano che nel mirino ci possa essere addirittura il team principal Maurizio Arrivabene.