6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Formula 1

Il volto nuovo della F1: chi è Pierre Gasly

Conosciamo meglio l'ultimo arrivato nel Mondiale, che debutterà questo weekend nel Gran Premio di Malesia sostituendo Daniil Kvyat alla Toro Rosso. Campione europeo di Formula Renault nel 2013, l'anno scorso conquista il titolo nella serie cadetta GP2 sul filo di lana, prima di emigrare in Giappone

SEPANG – La Toro Rosso non ha nascosto la sua ammirazione per uno dei giovani talenti più promettenti della sua generazione: «È il prossimo prodotto del vivaio della Red Bull e ha dimostrato di meritarsi questa opportunità, vincendo il titolo 2016 di GP2 e quest'anno rivelandosi molto competitivo nel campionato di Super Formula giapponese». Ma chi è davvero il 21enne francese Pierre Gasly? Cresciuto nei sobborghi di Rouen provando numerosi sport tra cui tennis, badminton, squash, calcio e sci, alla fine nel 2006 si dedica al karting, dove risale rapidamente i gradini delle varie categorie fino a guadagnarsi la promozione nelle monoposto, con il campionato francese di F4 in cui arriva quarto. Il suo primo titolo, nella Formula Renault Eurocup, è datato 2013, lo stesso anno in cui viene ingaggiato dal vivaio della Red Bull. Nel 2014 si scontra con il suo attuale compagno di squadra alla Toro Rosso, Carlos Sainz Jr, nella Formula Renault 3.5: concluderà quella stagione al secondo posto, con otto podi al suo attivo, alle spalle solo dello spagnolo.

Sul filo di lana
Quindi passa alla categoria cadetta della F1, la GP2: il primo anno, con il team francese Dams, è ad alti e bassi, ma nel 2016, con l'italiana Prema, arriva la prima vittoria seguita da altre due. Alla finale di campionato si presenta con sette punti di ritardo dal suo compagno di squadra Antonio Giovinazzi, ma ad Abu Dhabi una vittoria e un nono posto in due manche da thriller gli regalano il titolo con otto lunghezze di vantaggio. Il risultato è ancora più impressionante se si tiene conto che durante il corso della stagione si è rotto una vertebra, che lo ha costretto a guidare infortunato per due mesi e mezzo, mentre anche sua mamma passava in ospedale tre mesi nel corso della stagione. «Quella stagione è stata molto dura mentalmente e fisicamente – ammette – Potrei scrivere un libro per raccontarla: sono successe tantissime cose ma non ho mai smesso di lottare. Ed è stato grandioso veder ripagato questo duro lavoro».

La parentesi nipponica
Il titolo in GP2, però, non si rivela sufficiente per conquistarsi un posto sulla griglia di partenza della Formula 1 all'inizio della nuova stagione. Invece, viene parcheggiato nel campionato di Super Formula giapponese, dove mostra una forma notevole mantenendo il secondo posto a solo mezzo punto dal leader Hiroaki Ishiura, alla vigilia della finale stagionale del 22 ottobre. Ora, però, Gasly (pilota di riserva della Red Bull dal 2015) è diventato il numero 10 del Mondiale, e avrà la possibilità di salire per la prima volta su una monoposto della massima Formula in gara prendendo il posto di Daniil Kvyat in Malesia.

Lo sguardo di Pierre Gasly nel casco che ha usato quest'anno in Super Formula
Lo sguardo di Pierre Gasly nel casco che ha usato quest'anno in Super Formula (Red Bull)

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