19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
MotoGP | Gran Premio di Aragona

Ora è ufficiale, Valentino Rossi tenta la pazzia: «Proverò a correre»

Il test di ieri a Misano con la R1 stradale e gli ultimi controlli di stamattina lo hanno rassicurato: il Dottore salirà sull'aereo per la Spagna per disputare la gara. Prima, però, dovrà sottoporsi agli esami medici obbligatori per regolamento e alla prova delle libere. Se non ce la facesse è pronto Van der Mark

Valentino Rossi
Valentino Rossi Michelin

ALCANIZ – Alla fine, ancora una volta, il coraggio di Valentino Rossi ha prevalso sulla paura. Molti giornali avevano anticipato a ieri l'annuncio ufficiale, ma in realtà la decisione definitiva è stata presa solo stamattina, e comunicata all'ora di pranzo dalla Yamaha: il Dottore salirà su un aereo per la Spagna e tenterà di scendere in pista per il Gran Premio di Aragona. A soli venti giorni dalla frattura della tibia e del perone destri durante un allenamento in moto: circa la metà del tempo di recupero originariamente stimato dai chirurghi che lo avevano operato il giorno della caduta. A far pendere la bilancia definitivamente verso la scelta di rischiare non sono state soltanto le buone sensazioni provate ieri durante il suo secondo test con la R1 stradale sulla pista di Misano, ma soprattutto l'esame medico a cui è stato sottoposto stamattina, che ha scongiurato eventuali conseguenze negative dopo la sessione di ieri. «Per fortuna ieri ho avuto modo di effettuare un test positivo con la mia R1 a Misano – ha raccontato il fenomeno di Tavullia – Avevo provato anche il giorno prima, ma la pioggia mi aveva fermato dopo pochi giri. Ieri, invece, sono riuscito a completare venti giri e ho ottenuto le risposte che cercavo. Alla fine, il test è andato bene, e voglio ringraziare il dottor Lucidi e il suo staff, che mi hanno aiutato a trovare le migliori soluzioni per sentire il minor dolore possibile quando sono in moto. Ovviamente alla fine della sessione la gamba mi faceva un po' male, ma stamattina sono andato dal dottor Pascarella per un controllo che ha dato esito positivo».

La prova dei medici e della pista
Già questo, a trentotto anni suonati, è da solo un mezzo miracolo. Ma prima di poter prendere parte effettivamente alla gara di Alcaniz, il nove volte iridato dovrà superare altri due scogli. Il primo: il controllo fisico obbligatorio imposto dal regolamento ai piloti reduci da un infortunio. Il secondo: la prova del fuoco in pista, in sella alla M1 nelle prime prove libere di venerdì mattina, che lo sottoporrà a sforzi decisamente superiori a quelli sopportati ieri con una moto di serie, per quanto supersportiva. «Alla fine ho deciso che partirò per Aragon e cercherò di guidare la mia M1 questo weekend – prosegue il numero 46 – Se passerò l'esame della commissione medica, la vera risposta ce l'avrò dopo la prima sessione di libere, perché guidare una MotoGP sarà una sfida molto più grande. Vedremo, ma intanto vi do appuntamento ad Aragon!».

Il piano B della Yamaha
Come dalle parole del campione, anche da quelle della sua squadra, la Yamaha, traspare dunque grande entusiasmo per la sfida che Rossi ha deciso di affrontare, ma anche una comprensibile cautela. «Il team non vede l'ora di riabbracciare Valentino e il suo staff ai box – ha commentato il team principal Maio Meregalli – Siamo felici di prendere il via del weekend di gara con la nostra coppia di piloti al gran completo. Resta da vedere se Vale sentirà di poter disputare tutto il fine settimana, che sarà molto impegnativo, specialmente su un circuito come il Motorland, con i suoi grandi cambi di pendenza. Se il suo infortunio gli provocasse troppi inconvenienti, allora Michael van der Mark subentrerebbe come sostituto, e in tal caso il team farà del suo meglio per aiutarlo ad adattarsi il prima possibile alla M1. Non ha avuto l'opportunità di provare la moto prima, perciò sarà un weekend molto emozionante ma anche interessante per lui». Insomma, se alla fine il dolore dovesse avere la meglio, il pilota ufficiale della casa dei Diapason nel Mondiale Superbike resta comunque all'erta, pronto a subentrare. «Pur nell'incertezza se potrò o meno salire sulla M1 questo weekend, comunque non vedo l'ora – aggiunge il giovane olandese – Mi piacerebbe guidare, ma sostengo anche in pieno Valentino nel suo tentativo di rientro. Potrei fare il mio debutto in MotoGP oppure vederlo in azione dal vivo in occasione del suo ritorno. Se si dovesse ritirare, dovrei fare un salto nel vuoto, perché non ho avuto la possibilità di guidare prima una MotoGP, ma darò comunque il massimo. Dopo aver ottenuto il mio primo podio stagionale in Superbike a Portimao, il mio morale è alle stelle e sono pronto per questa sfida. Ringrazio ancora la Yamaha per l'opportunità, sono sicuro che sarà comunque una bella esperienza».