23 agosto 2019
Aggiornato 10:30

In Yamaha si cerca una via d'uscita. Che potrebbe arrivare domenica...

Maverick Vinales e Valentino Rossi si dividono sullo sviluppo tecnico. Ma su un punto entrambi sono concordi: ci vogliono nuovi interventi dalla casa madre in Giappone, per non perdere il treno di Honda e Ducati. Per questo, si attende l'importantissima giornata di prove a Misano

ROMA – Chi l'ha vista? Dopo il fulminante inizio di stagione, da qualche gara a questa parte la Yamaha si è letteralmente persa, tanto da apparire l'ombra di se stessa. Certo, parlare di disastro forse è prematuro: la casa di Iwata ha pur sempre al suo attivo quattro vittorie e il comando della classifica costruttori (in coabitazione con la Honda), grazie soprattutto al fatto di poter contare su ben due piloti in lotta per il titolo. Eppure, paradossalmente, è proprio il suo schema a due punte che rischia di trasformarsi da un vantaggio nel principale handicap per lo sviluppo tecnico della squadra giapponese.

Andamenti speculari
La domanda, infatti, è sempre la stessa: chi, tra i due portacolori, decide quale direzione imboccare per far crescere la M1? Inizialmente era Maverick Vinales, forte delle sue tre vittorie nelle prime cinque gare e di un adattamento pressoché perfetto alla moto 2017. Poi, però, sono arrivate le pesanti battute d'arresto di Jerez e di Barcellona, che hanno finalmente convinto i nipponici a dare ascolto a Valentino Rossi, che fin dall'inverno continuava invano ad indicare i limiti dell'ultimo modello Yamaha. Così è nato il famoso telaio aggiornato, che ha consentito al Dottore di tornare al successo ad Assen, ma ha anche rallentato la cavalcata trionfale di Top Gun, che nelle ultime cinque corse si è aggiudicato la miseria di un podio, mentre Marc Marquez gli rimontava ben 61 punti. Non è un mistero per nessuno che questo chassis, che ha aumentato la velocità in percorrenza di curva della moto nipponica, ha però anche costretto Vinales a tenere a freno il suo stile di guida naturalmente aggressivo: «Di sicuro ho dovuto modificarlo un po' – ha ammesso – All'inizio frenavo bruscamente e aprivo il gas con violenza, ora devo essere molto più pulito per fare il tempo. Mi sono dovuto adattare alla moto per cercare di farla funzionare».

Le due Yamaha M1 di Vinales e Rossi
Le due Yamaha M1 di Vinales e Rossi (Yamaha)

Manca ancora qualcosa
D'altro canto nemmeno il fenomeno di Tavullia (che ora si ritrova quarto in classifica a 33 lunghezze dalla vetta) può ritenersi soddisfatto: la versione 2.0 della moto ha risolto i problemi di sottosterzo che lo tormentavano, ma non quelli ancora più gravi di usura della gomma posteriore, come ha dimostrato l'ultimo flop in Austria. «Per metà gara sono stato con le Honda e le Ducati, poi, quando lo pneumatico è calato, sono andato in crisi in accelerazione – ha spiegato Vale – Onestamente, se anche potessimo ripetere la gara, non saprei cosa fare, perché le abbiamo provate tutte per risolvere questo guaio, ma invano. Quindi non penso che la soluzione si possa trovare nel mio box: ci serve aiuto dal Giappone». Per non perdere il treno iridato, insomma, bisogna che dal quartier generale continuino a sfornare novità tecniche. E le carene spaziali che hanno debuttato negli ultimi appuntamenti non bastano più: ci vuole soprattutto un intervento pesante sull'elettronica (l'unico punto sul quale Vinales e Rossi sembrano concordare). «Quando arrivi settimo è stupido pensare al Mondiale, prima devi tornare competitivo», ha chiosato sbuffando il nove volte iridato.

Test decisivo
Da Iwata, comunque, i piani alti della Yamaha sembrano aver raccolto l'appello dei loro due alfieri: tanto da fissare una giornata di test per questa domenica a Misano. Un collaudo che, a questo punto, si preannuncia cruciale, non solo per uscire dal caos in cui il team si sembra infilato, ma anche perché in più occasioni si è visto che grande vantaggio si possa trarre provando in anticipo sulla stessa pista dove si correrà. «Dobbiamo stravolgere di nuovo l'assetto e vedere se funzionerà – detta la linea Maverick Vinales – Non voglio cambiare di nuovo telaio, ma concentrarmi sulla moto nei test di Misano e cercare di essere pronto per Silverstone». «Che forse sarà una pista più simile a Brno, dove sono stato veloce, a parte l'errore nel cambio moto», aggiunge Valentino Rossi. L'ultima spiaggia per la sua rincorsa al titolo, insomma, è proprio quella di casa: quella della riviera romagnola.

Valentino Rossi in azione sulla sua moto
Valentino Rossi in azione sulla sua moto (Yamaha)