19 agosto 2019
Aggiornato 12:00

Valentino Rossi ha già vinto il Mondiale degli incassi: guadagna pure se perde

Oltre che con la tuta da pilota, il Dottore ha dimostrato di cavarsela anche quando veste l'abito dell'imprenditore. La sua Vr46 Racing Apparel, fondata nel 2013 con appena 1,8 milioni, oggi ne fattura 20 all'anno. E produce il merchandising perfino per tanti suoi avversari diretti

Valentino Rossi sul gradino più alto del podio dell'ultimo GP di Assen
Valentino Rossi sul gradino più alto del podio dell'ultimo GP di Assen Michelin

ROMA – Il suo capolavoro più grande, forse, Valentino Rossi non lo ha compiuto in pista, continuando a giocarsi il Mondiale a 38 anni suonati contro rivali più giovani e altrettanto affamati. Oltre ad essere un campione senza uguali in sella, infatti, il Dottore si è dimostrato anche un abile e intelligente uomo d'affari. Raggiungendo il risultato che tutti i suoi colleghi sognerebbero: guadagnare anche quando vincono i suoi avversari. Merito della sua Vr46 Racing Apparel, l'azienda di merchandising sportivo che non solo realizza qualsiasi tipo di prodotto marchiato con il mitico numero 46 del fenomeno di Tavullia (dai teli per la spiaggia agli occhiali, dalle tazze agli orologi passando addirittura per le mutande), ma anche quelli di molti dei suoi concorrenti: il suo compagno di squadra Maverick Vinales ma anche Dani Pedrosa, Cal Crutchlow, Alvaro Bautista, Bradley Smith, Pol Espargaro, Scott Redding, oltre ovviamente ai suoi giovani della Academy e a Tony Cairoli. Di questa scuderia fino a due anni fa faceva parte anche Marc Marquez insieme a suo fratello Alex, ma dopo le ben note schermaglie del biscotto, il portacolori della Honda ha ritenuto più appropriato chiudere la sua collaborazione.

Impennata di introiti
Tirando le somme, dunque, anche nel corso della passata stagione, in cui il nove volte iridato non è riuscito ad aggiungere il decimo pezzo pregiato alla sua ricca collezione, tramite la Rossi Spa ha comunque visto cascare nelle sue tasche una pioggia di milioni. L'ultimo bilancio ha infatti registrato un fatturato di 20 milioni, il 35% in più dell'esercizio precedente, addirittura quasi il triplo del 2013, quando Vale si cimentò per la prima volta nei panni di imprenditore. Niente male, per una società in cui si limitò ad investire 1,8 milioni del proprio patrimonio personale, e che nel 2016 è arrivata a registrare 3,5 milioni di utile in soli dodici mesi (il doppio dell'anno precedente). A questi numeri va aggiunto poi anche quello dei 44 dipendenti (sei dei quali assunti solo nella scorsa annata) agli ordini del presidente-papà Graziano Rossi. Una vera e propria macchina da soldi ben oliata, dunque, a cui hanno deciso di affidarsi marchi prestigiosi anche al di fuori del mondo del motociclismo: tra i clienti si annoverano infatti anche la Lamborghini e la Juventus (con buona pace del cuore interista del suo fondatore). Una cosa è certa, insomma: anche quando Valentino deciderà di appendere il casco al chiodo (speriamo il più tardi possibile), si è già garantito un futuro altrettanto roseo.