2 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
Formula 1 | Gran Premio d'Ungheria

Red Bull frizzante, Mercedes sgasata. Hamilton: «Così non va»

Mentre Lewis non riesce a sfruttare tutto il potenziale della sua Freccia d'argento, esplode invece la Lattina di Daniel Ricciardo. La pista che nasconde i limiti del motore Renault e le novità aerodinamiche del genio Adrian Newey le danno una grossa mano: «Stavolta ci siamo anche noi»

BUDAPEST«Non è stato l'inizio più facile». È costretto, una volta tanto, a mettere da parte la sua spavalderia Lewis Hamilton, al termine di un venerdì del Gran Premio d'Ungheria che ha segnato per lui una prima (seppur del tutto provvisoria) battuta d'arresto. Vuoi per le bandiere rosse che hanno spezzato il ritmo delle prove, vuoi per qualche sbavatura di troppo nella sua guida, fatto sta che il campione della Mercedes non è riuscito a far segnare nemmeno un giro veloce nella simulazione di qualifica. Il suo miglior tempo personale, dunque, è rimasto quello stabilito nei primi minuti con le più lente gomme soft, che non gli ha consentito di far meglio della quinta posizione: «Sono convinto che possiamo andare più forte di così, chiaramente il nostro potenziale è migliore – mette le mani avanti il pilota anglo-caraibico – Ma dobbiamo trovare il modo di sfruttarlo prima delle qualifiche, dobbiamo lavorare nottetempo per mettere a punto il bilanciamento della macchina così come lo vogliamo. Ogni decimo sarà cruciale, perché stavolta ci sono tre squadre nella mischia: tra noi, la Ferrari e la Red Bull i distacchi sono minimi e per questo ci aspetta un weekend emozionante».

I Bibitari spaventano Ferrari e Mercedes
Già, perché all'Hungaroring bisognerà fare i conti anche con la Red Bull. Su una pista che premia più l'aerodinamica che la potenza, le Lattine sanno di pagare meno il loro tallone d'Achille (il motore Renault) e, al contrario, di poter contare sul loro principale punto di forza (il telaio). A cui il genio Adrian Newey, per l'occasione, ha apportato una raffica di novità: alle fiancate, al fondo, agli specchietti e all'ala anteriore. «Sembra un'altra macchina, oggi non mi sono lamentato per niente via radio – sorride ancor più del solito Daniel Ricciardo Mi è sembrata perfetta fin da quando sono uscito dai box, anche se l'asfalto era sporco. Sento che abbiamo migliorato l'aderenza e che tutti gli aggiornamenti funzionano a dovere». Tanto che l'australiano ha fatto segnare il miglior tempo in entrambi i turni, portandosi ad appena 19 millesimi da un record del circuito imbattuto dal 2004. «Abbiamo fatto un passo nella giusta direzione, e nel pomeriggio, nonostante il caldo, l'abbiamo riconfermato», esulta. In ottica qualifiche, insomma, i Bibitari avanzano la loro candidatura per la pole position. Più in salita sembra essere la strada in gara, visto che nelle simulazioni di oggi pomeriggio il loro bilanciamento con il pieno di benzina è apparso decisamente più precario di quello delle dirette rivali. «Non so cosa faranno la Mercedes e soprattutto la Ferrari, che sembra migliorata nel pomeriggio – ammette Ricciardo – Ma noi siamo ancora davanti, su una pista che ci si adatta bene. Se riusciremo a trarre il massimo dalla vettura, potremmo lottare per le posizioni che contano questo weekend. Me lo sento davvero». Ed è così che la Red Bull si potrebbe inserire a gamba tesa nel duello tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Trasformandosi a tutti gli effetti nell'ago della bilancia di questo campionato.