24 agosto 2019
Aggiornato 17:30

In Haas non c'è spazio per Antonio Giovinazzi: «E la Ferrari che fa?»

Il proprietario della ferrarina americana blinda i suoi due alfieri Romain Grosjean e Kevin Magnussen anche per la prossima stagione, chiudendo di fatto le porte alla promozione della terza guida della Rossa, che le fornisce i motori. E Minardi protesta: «Maranello non tutela i suoi giovani»

ROMA – Hanno ricevuto una brutta botta le speranze di Antonio Giovinazzi di debuttare in Formula 1 nella prossima stagione. Il 23enne di Martina Franca, terza guida della Ferrari in questa stagione, ha avuto l'opportunità di disputare i suoi primi due Gran Premi ad inizio anno sostituendo l'infortunato Pascal Wehrlein alla Sauber, una delle squadre motorizzate proprio dal Cavallino rampante. Ma con il passaggio della scuderia svizzera ai propulsori Honda, l'unico team legato a filo doppio con Maranello resta la Haas: e proprio nella ferrarina americana, dove sta disputando le prove del venerdì mattina, erano riposte le principali aspettative del giovane talento pugliese. Peccato che, in un'intervista concessa al sito ufficiale della Formula 1, lo stesso proprietario Gene Haas gli abbia chiuso la porta in faccia: «L'anno prossimo confermeremo gli stessi piloti (Romain Grosjean e Kevin Magnussen, ndr), questo è un dato di fatto».

Sconfitta del sistema
Con buona pace della Ferrari, che non riuscirà dunque a piazzare nessuno dei promettenti piloti cresciuti sotto l'ala della sua Driver Academy nemmeno in quella che è a tutti gli effetti una sorta di squadra B: insomma, non sarà in grado di garantire loro alcuna sicurezza di una promozione in F1. Una situazione che il nostro Gian Carlo Minardi definisce come «un’occasione persa per la Ferrari. Sono dispiaciuto, avvilito e deluso, ma resto ottimista e voglio pensare che sia un’azione volta solamente a mantenere la serenità all’interno di un team che sta facendo molto bene, col solo obiettivo di conquistare altrettanti punti anche nella seconda metà di stagione – commenta il fondatore dell'omonimo team – Diversamente sarebbe una sconfitta per l’intero sistema Ferrari volto ai giovani piloti e per l’automobilismo italiano. Se si concretizzasse questo scenario sarebbe evidente che i piloti Ferrari non godono di alcuna tutela. La Rossa non avrebbe più potere decisionale nei confronti dei suoi clienti. Mi rifiuto di pensare ad uno scenario simile». E, con lui, tutti i tifosi di Antonio Giovinazzi.