21 settembre 2020
Aggiornato 02:30
Formula 1 | Gran Premio d'Austria

Mercedes, sospetti sulla strategia: Bottas farà da tappo a Vettel?

Lewis Hamilton deve rimontare dall'ottava piazza sulla griglia di partenza: la sua tattica è quella di restare in pista più a lungo prima del pit stop, partendo con gomme più dure. Intanto però il suo compagno di squadra, che scatta dalla pole position, potrebbe rallentare il rivale della Ferrari..

SPIELBERG – Non poteva andare peggio di così (finora) il Gran Premio d'Austria per Lewis Hamilton. Prima la penalizzazione di cinque posizioni in griglia di partenza per aver sostituito il cambio. Poi la rottura dei freni nelle ultime prove libere di stamattina. Infine, in qualifica, ci si è messo pure il guasto elettrico sulla Haas di Romain Grosjean che, parcheggiando la sua monoposto nel bel mezzo della pista, ha costretto i commissari ad esporre le bandiere gialle nei minuti finali delle qualifiche e il campione anglo-caraibico ad abortire il giro decisivo. Risultato: terzo tempo, che per via della penalità si trasformerà in un'ottava piazza sulla griglia di partenza. «Mi sarebbe piaciuto migliorare il mio crono, ma Sebastian questo weekend è velocissimo, ed oggi evidentemente non era destino», la prende con filosofia il pilota della Mercedes, almeno di fronte alle telecamere. La conferma che Lewis non sia riuscito a trarre il massimo dalla sua monoposto, però, arriva dalla prestazione del suo compagno di squadra Valtteri Bottas. Che, seppure per appena 42 millesimi, ha conquistato la sua seconda pole position in carriera: «Oggi la macchina continuava a migliorare – spiega il finlandese – Il mio giro non è stato perfetto, ma decente, e alla fine è bastato quello. Mi aspetto una bella battaglia domani e il mio obiettivo non può essere minore della vittoria».

Tattiche di gara
Eppure, cinicamente, in ottica campionato alla casa di Stoccarda l'eventuale vittoria di Bottas interessa poco. Molto più importante sarebbe piuttosto agevolare la rimonta di Hamilton: che infatti ha già studiato una strategia differenziata rispetto ai principali rivali, scegliendo non le morbidissime gomme ultrasoft, ma le più dure supersoft per la partenza. Il suo progetto è chiaro: restare in pista più a lungo prima dell'unico pit stop previsto per tutti, così da potersi gradualmente liberare del traffico davanti a sé, man mano che le altre vetture si fermeranno ai box. «La supersoft, in generale, è una gomma più lenta, ma potrebbe durare di più – ha confermato il tre volte iridato – Farò del mio meglio, ovviamente vorrei centrare la doppietta con Valtteri». A patto, però, che nel frattempo il rivale numero uno, Sebastian Vettel, non sia ormai scappato via. E se, per evitare questo scenario, il muretto box tedesco decidesse di sacrificare la gara di Bottas per fare da tappo al ferrarista? Il sospetto, legittimo, serpeggia nel paddock, anche se i due portacolori delle Frecce d'argento lo smentiscono categoricamente: «Non avrebbe senso, lui spingerà al massimo per vincere», ribatte Hamilton. «Da quello che ho visto, nei nostri appunti pre-gara non si fa cenno a questa strategia – gli fa eco Bottas – Se si inizia a fare giochini come questi, la macchina dietro può sfruttare la scia e l'ala posteriore mobile, e a quel punto ti basta un errore per giocarti il successo. Devo concentrarmi per fare una buona partenza e poi per tagliare per primo il traguardo. E Lewis, pur scattando così indietro, può comunque rimontare». Una rimonta simile, in effetti, su questa stessa pista gli riuscì già tre anni fa, quando partì nono e arrivò secondo: «Ma erano altri tempi, la nostra macchina aveva un vantaggio maggiore, oggi è più difficile», frena il diretto interessato. Oggi contro si ritrova una Ferrari in palla e un Sebastian Vettel agguerrito. Che evidentemente deve temere più di quanto sia disposto ad ammettere, visto che di fronte alla richiesta del presentatore Davide Valsecchi di dargli la mano al termine delle interviste post-qualifiche, Hamilton si è girato e se n'è andato. La tensione agonistica, insomma, è ormai alle stelle.