9 luglio 2020
Aggiornato 17:00
Dopo Barcellona vacillano le certezze del leader della MotoGP

Psicodramma Yamaha: Valentino Rossi accusa la moto, Vinales le gomme

Cosa è successo alla squadra in blu? Secondo il Dottore, i problemi sono sempre i soliti: «Questa M1 non gira, l'ho detto dalla prima volta che l'ho provata». Per Maverick, è colpa della Michelin: «Non so cosa stia succedendo, ma non mi piace. E in testa ho una grande confusione»

Valentino Rossi saluta il pubblico del Gran Premio di Catalogna
Valentino Rossi saluta il pubblico del Gran Premio di Catalogna Yamaha

BARCELLONA – In Yamaha è tornata un'aria irrespirabile, una tensione così fitta che si taglia con il coltello. Un po' come era accaduto nell'altra gara spagnola, quella di Jerez. «Ironia della sorte, due delle mie piste preferite – riflette Valentino Rossi – E le due in cui avevo vinto l'anno scorso. Invece, in questa stagione sono state le peggiori». Qualche avvisaglia, a ben guardare, c'era già stata prima ancora del semaforo verde: «Un piccolo timore che facessimo fatica anche qui lo avevo, visto che l'aderenza è la stessa di Jerez – ammette il Dottore – Ma speravo di risolvere il problema. Invece durante il weekend le ho provate tutte, ma non sono mai stato veloce». «Il problema» a cui fa riferimento il fenomeno di Tavullia, del resto, non è certo una novità: anzi, è quello con cui fa a pugni fin dall'inizio dell'anno. «No, dalla prima volta che ho provato la moto, a Valencia, alla fine della scorsa stagione – corregge lui – Questa M1 non curva, devo rimanere piegato più a lungo e così stresso la gomma dietro. Io l'ho detto da subito, poi certo, vedevo che Vinales all'inizio andava fortissimo e quindi ho pensato che la sua fosse la direzione giusta. Invece il problema continua a presentarsi, in alcune piste meno e in altre di più. La vecchia moto girava meglio, l'ingresso di curva era sempre stato il nostro punto di forza: ora sembra che l'abbiamo perso». Un ulteriore tentativo di ritrovarlo, Vale lo compierà nella giornata di test in programma domani sempre qui a Barcellona: «Proveremo le soluzioni che ho chiesto il test di Jerez. Non sono la moto dell'anno scorso, ma penso siano interessanti per migliorare».

Vinales contro il Bibendum
La diagnosi del Dottore, però, è radicalmente diversa da quella del suo compagno di squadra. Il nove volte iridato punta il dito verso la moto, Maverick Vinales verso le gomme. «Dico sempre la stessa cosa: il nostro telaio è andato bene in tutte le gare, quindi il problema non è la moto. È impossibile», tuona Top Gun. Se il volto di Rossi appare abbacchiato, il suo è addirittura infuriato. Come non lo avevamo mai visto, da quando veste il blu della Yamaha. «Quando ho problemi ho problemi, e devo dirlo, la gente deve saperlo – prosegue come un fiume in piena – Abbiamo provato un milione di cose. Stamattina mi era sembrato di trovare la chiave, invece oggi pomeriggio con le gomme nuove sono andato sei decimi più lento e ho rischiato di cadere. Alla fine mi sembrava di essere ancora in Moto2. Non so cosa stia succedendo, davvero non capisco. Ma non mi piace». Una frase sibillina, che potrebbe addirittura adombrare il sospetto di un complotto della Michelin. Che il gommista francese respinge al mittente ricordando che è la Yamaha ad aver deciso di non provare qui venti giorni fa insieme alle squadre rivali. Ma Mack non è convinto nemmeno di questa tesi: «Mi pare una scusa – ribatte – Non abbiamo provato neanche al Mugello, ad Austin, in Argentina, eppure lì eravamo veloci e non abbiamo avuto nessun problema con la gomma dietro. Domani sì che proveremo, e vedrete come finirà: primo e secondo, come sempre».

Una visione posteriore di Maverick Vinales scomposto in sella
Una visione posteriore di Maverick Vinales scomposto in sella (Yamaha)

Sull'orlo di una crisi di nervi
L'aspetto più preoccupante per il leader di campionato è che la crisi tecnica rischia presto di trasformarsi anche in una crisi mentale: «È molto difficile – confessa l'idolo di casa – Vengo da una serie di gare in cui facevo primo e secondo, e improvvisamente mi ritrovo decimo, solo grazie ai ritiri altrui, se no sarei arrivato sedicesimo. Questo mi toglie motivazione, perché non so cosa sia successo. Ho iniziato la stagione ad un ottimo livello, nelle prime gare ero irraggiungibile, mi sentivo il migliore. Oggi ho spinto e guidato come sempre. Ma in testa ho un grosso dramma». Ci prova Valentino Rossi a riportarlo alla realtà: «Non dimentichiamoci che Maverick è ancora davanti in classifica e che io, se non fossi caduto a Le Mans, avrei gli stessi punti di Dovizioso. Ora ho perso due posizioni ma la classifica resta corta: anche se sono quinto, mi mancano solo 28 punti. Per qualche ragione questo è un campionato molto strano e livellato. Bisognerà essere bravi quando le cose vanno male e capitalizzare quando vanno bene». E lui, almeno, un ottavo posto oggi l'ha portato a casa.

Il Dottore dopo aver tagliato il traguardo ottavo a Barcellona
Il Dottore dopo aver tagliato il traguardo ottavo a Barcellona (Yamaha)