24 agosto 2019
Aggiornato 13:00

I rivali di Valentino Rossi non cantano vittoria: «Se non è al 100% lo aiuteranno i tifosi»

Gli avversari sanno che per vincere al Mugello dovranno vedersela anche con il Dottore, per quanto acciaccato: «Con tutto il pubblico a sostenerlo, sarà dura». Eppure sono in tanti a puntare al successo: da Maverick Vinales a Dani Pedrosa passando per l'outsider Johann Zarco

SCARPERIA – L'avversario più temuto, se non per il suo terzo posto in classifica generale sicuramente per il sostegno di cui gode da parte dell'entusiasta pubblico di casa, è acciaccato. Ma gli avversari si guardano bene dal dare per vinto Valentino Rossi. «Ci proverà – giura il suo compagno di squadra Maverick Vinales – Se non sarà già al 100% ce lo porteranno i suoi tifosi. Speriamo che sia a posto, perché nessuno di noi vuole che i nostri avversari si facciano male. Ma questa è la sua pista di casa e può andare molto forte. Con tutto il sostegno di cui gode, qui batterlo sarà difficile». Concorda anche il suo aspirante successore, il portacolori della Yamaha satellite Johann Zarco: «Con la sua esperienza conosce perfettamente la pista e la moto e può gestire le prove, amministrare le sue energie e sorprenderci tutti in gara. Guai a considerarlo sconfitto in partenza». Delle polemiche per i pericoli dell'allenamento in motocross, poi, non vogliono nemmeno sentire parlare. Che siano personalmente amanti o meno delle ruote tassellate, infatti, i suoi colleghi sono tutti convinti che il Dottore non abbia sbagliato a mettersi alla prova sullo sterrato. «In passato mi allenavo molto con la moto da cross, ma prima del Qatar non ci sono salito per un mese e ho vinto – racconta ancora Top Gun – Quindi ho deciso di mantenere lo stesso programma di allenamento, magari quest'anno non ci salirò proprio. Ma faccio comunque altri allenamenti pericolosi, come correre in montagna». E Andrea Dovizioso rincara la dose: «È sempre la stessa storia: quando qualcuno si fa male ci si lamenta del rischio che si corre in allenamento. Ma la realtà è che noi giochiamo con il limite e dobbiamo farlo anche quando ci alleniamo. Non possiamo limitarci a stare a casa o andare in palestra».

Candidati al podio
Ma il rispetto per gli avversari è una cosa, la voglia di vincere è un'altra. E il leader di campionato, di fame di trionfo proprio nella tana del lupo, la casa del suo vicino di box, ne ha tantissima: «Con tutti questi tifosi di Valentino sarà difficile – ammette Vinales – Ma sono motivato e sto vivendo un buon momento, dopo la vittoria di Le Mans la moto è migliorata ancora e qui sarà competitiva. Posso ancora sistemare il mio stile di guida: a volte spingo troppo sui freni, mentre quando riuscirò a portare più velocità in curva farò un ulteriore passo in avanti. Dovrò studiarmi i dati degli anni scorsi di Jorge Lorenzo, che qui è sempre andato fortissimo, e provare a copiargli le traiettorie...». Lo stesso obiettivo che ha Dani Pedrosa, che a forza di accumulare buoni piazzamenti da formichina si ritrova suo primo inseguitore: «Anche l'ultimo GP l'ho chiuso sul podio, pur non essendomi qualificato bene. Stavolta spero di migliorare al sabato, perché non voglio ritrovarmi nella stessa situazione». E, perché no, perfino Johann Zarco, che con il podio in casa a Le Mans ha culminato il suo esordio sorprendente in MotoGP: «Incredibile, non me lo aspettavo – ammette – Ma se ne ho colto uno, potrei anche ripetermi. La chiave? Spingere e basta. E partire dalle prime due file della griglia. Qui ho sempre ottenuto buoni risultati e posso sognarne un altro».

Gli altri italiani
Ma ci sono anche gli altri idoli locali, perché Valentino Rossi non è certo l'unico pilota a giocare in casa da queste parti. C'è Andrea Dovizioso: «Questa gara è bella per tutti, ma per noi italiani è speciale – confessa Desmodovi – Sicuramente lottiamo con i limiti della moto che non abbiamo risolto. La vittoria resta sempre in mente, perché tutto può succedere, ma non è ancora nelle nostre corde. In compenso questa pista si può adattare bene alle caratteristiche della Ducati. Sarà difficile, ma puntiamo al podio». E poi c'è Andrea Iannone: «Qui sono salito sul podio nelle ultime due edizioni, è una pista molto speciale per me – dichiara il Maniaco – Ma stavolta ci arrivo con più difficoltà. Il feeling con la Suzuki non è ancora al 100% e questo, in MotoGP, è un grosso problema. Ma penso che abbiamo capito che strada imboccare: aspettiamo un nuovo telaio dal Giappone e tra 3-5 gare faremo dei grossi passi avanti. Per ora continuiamo a dare il massimo con questo pacchetto e mi aspetto che questo sia un circuito più favorevole, spero di entrare nei primi cinque». I problemi con le moto, per i nostri connazionali, sono reali, ma anche l'entusiasmo non manca. E al resto ci penserà il magico pubblico del Mugello.