2 dicembre 2020
Aggiornato 13:30
Proprio a Jerez, pista favorevole agli avversari

In qualifica c'è solo la Honda: «Ma delle Yamaha non ci fidiamo»

La pole position del Gran Premio di Spagna se la giocano tra di loro Dani Pedrosa e Marc Marquez, con Cal Crutchlow a completare una prima fila tutta delle moto di Tokyo. Ma non è detto che la stessa storia si ripeta anche domani in gara

La prima fila del GP di Spagna: Dani Pedrosa, Marc Marquez e Cal Crutchlow
La prima fila del GP di Spagna: Dani Pedrosa, Marc Marquez e Cal Crutchlow Michelin

JEREZ DE LA FRONTERA – E meno male che Jerez doveva essere una pista Yamaha. La pole position del Gran Premio di Spagna, invece, se la sono giocata solo i due piloti ufficiali della Honda. A sparare il tempone per primo è stato Marc Marquez: «Quando ho visto Dani davanti a me ho deciso di aspettarlo, per seguirlo e rubargli qualche segreto, specialmente nelle curve 8-9 dove è andato forte per tutto il weekend – racconta – Ma nell'ultimo giro sono andato all-in e nella curva 12 ho evitato per un soffio una caduta. Mi sono spaventato e all'ultima curva ci stavo ancora pensando, così mi sono distratto e non ho staccato nel punto migliore». Così, ad avere la meglio è stato Dani Pedrosa, per appena 49 millesimi: «Già con il primo treno di gomme avevo un buon feeling in moto ed ero riuscito a fare il secondo tempo – spiega – Ma quando io e Marc siamo ripartiti dalla corsia dei box uno dietro l'altro, verso metà pista abbiamo rallentato entrambi, l'ho guardato negli occhi e mi sono detto: 'Accetto la sfida'. E sono riuscito a fare un gran tempo». Un bel riscatto per il Baby Samurai, reduce da un 2016 non certo da ricordare: «Sono contento, perché da tempo ero lontano dalla prima fila. Rispetto allo scorso anno ho cambiato un po' l'allenamento, così come è cambiata la moto e sono cambiato io. Ma bisogna tenere conto anche che la passata stagione è stata estrema per tutti, ora sono tornato alle mie normali sensazioni in moto».

Occhio alle Yamaha
Un risultato che nessuno avrebbe pronosticato, su un circuito solitamente favorevole agli avversari di Iwata. Eppure guai a cantare vittoria troppo presto: «Normalmente questa è una pista Yamaha – conferma il poleman – Non so cosa gli sia successo ma la loro è una buona moto, costante sul passo gara e meno fisica della nostra è Valentino è sempre il favorito qui. Noi, però, gara dopo gara stiamo scoprendo il nuovo motore, i suoi punti forti e deboli». Gli fa eco anche Magic Marc: «Sarà una gara dura, dobbiamo fare tanti giri. Sembra che Maverick abbia un passo migliore di Valentino, ma con lui non si sa mai. Domani dovrebbe fare più caldo, la pista dovrebbe essere più scivolosa e il passo dovrebbe essere più lento. Ma noi cercheremo di ripeterci, perché qui a seguirci ci sono tutti i grandi capi, quelli che decidono i budget...».

Crutchlow terzo incomodo
A completare il filotto delle Honda ci pensa anche il satellite Cal Crutchlow. Terzo in griglia di partenza, ma addirittura capace di giocarsi la pole fino all'ultimo intermedio: «È tutto il weekend che perdo tempo nel settore finale – ammette il portacolori del team Lcr – Ma per la seconda volta dell'anno sono in prima fila e questo è positivo. Il team ha lavorato sodo, nel corso del weekend abbiamo provato alcune soluzioni per la Honda e questo ci ha stancato e impedito di lavorare al massimo sull'assetto, ma abbiamo comunque fornito delle informazioni per poter migliorare in futuro». Dopo la bandiera a scacchi, il pilota inglese ha ricevuto anche la visita indesiderata di una vespa: «Per fortuna non è successo nel mio giro veloce, ma in quello successivo, quando stavo per fare le prove di partenza. L'ho trovata sul petto e ho cercato di schiacciarla, ma poi me la sono ritrovata sul braccio e quindi mi sono dovuto fermare». E per domani, anche lui può permettersi di pensare in grande: «Marc e Dani stanno guidando in modo fantastico, Jorge e Maverick li conosciamo... Magari li lascerò andare via e scatenare i fuochi d'artificio, chissà che non facciano qualche bella manovra tra di loro e io riesca a portare a casa un bel risultato».