15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30

Testacoda a Jerez: Valentino Rossi, Vinales e Marquez finiscono in fondo

L'asfalto, bagnato al mattino e ancora umido al pomeriggio, rende pericoloso il circuito andaluso: Maverick finisce per terra e gli altri big non riescono a spingere al massimo, accusando distacchi pesanti. Ma è soltanto venerdì

Valentino Rossi in azione nelle prove libere a Jerez
Valentino Rossi in azione nelle prove libere a Jerez Yamaha

JEREZ DE LA FRONTERA«È venerdì, non mi rompete i c...». È il testo dell'ultimo successo di Ligabue, ma sembra scritto apposta per Valentino Rossi. Ormai lo ha capito, il Dottore, che nella prima giornata di prove libere di ogni Gran Premio è destinato a faticare. E se ne è fatto una ragione: «Ad Austin era andata meglio, ma oggi è stato un venerdì molto simile a quelli del Qatar e dell'Argentina, purtroppo – ammette il fenomeno di Tavullia, oggi solo dodicesimo a 1.2 secondi dalla vetta occupata da Dani Pedrosa – Con la moto vecchia arrivai su questa pista e mi trovai a mio agio fin da subito. Quest'anno, invece, sembra che nelle prove dobbiamo soffrire, ci serve più tempo per trovare il giusto bilanciamento. Speriamo di migliorare l'assetto domani e domenica, perché non sono ancora abbastanza veloce». Non c'è motivo di lanciare allarmi, però, e non solo perché i precedenti delle ultime gare sono più che rassicuranti. La prima giornata a Jerez, infatti, è stata tormentata soprattutto dal meteo: «Quello che mi preoccupa, semmai, è che stamattina con il bagnato la Honda andava più veloce, al contrario di un anno fa – prosegue il numero 46 – Nel pomeriggio, invece, era la pista, asciutta ma non del tutto, che non mi ha permesso di spingere al 100%. Le condizioni erano molto particolari, ma domani con il caldo e senza acqua potremo essere più competitivi».

Caduta poco rovinosa
Ne sa qualcosa il suo compagno di squadra Maverick Vinales, anche lui non particolarmente veloce (ha chiuso sesto a poco meno di un secondo), ma soprattutto tratto in inganno dall'asfalto umido a tal punto da finire per terra alla curva 9. «È bastato uscire di un metro dalla traiettoria per beccare una chiazza bagnata che ad occhio non si vedeva – ha spiegato – Ma sono abbastanza contento: non ho potuto spingere come al solito, ma mi trovo bene con la moto e guido in scioltezza». Il margine di miglioramento, infatti, è ampio, anche grazie alle nuove soluzioni tecniche che ha provato (la famosa carena con le alette nascoste). Là davanti, però, al momento ci sono le Honda: «Bisogna vedere che gomme hanno montato – getta acqua sul fuoco Top Gun – Pedrosa va forte, ha fatto un ottimo tempo, ma ha tolto un secondo montando gli pneumatici nuovi. Io e Marc, invece, siamo gli unici a non aver usato le morbide».

Maverick Vinales sulla sua M1 al venerdì del GP di Spagna
Maverick Vinales sulla sua M1 al venerdì del GP di Spagna (Yamaha)

Fuori dal coro
E infatti Marquez è l'unico dei piloti della sua marca ad essere rimasto ben lontano dai primi: ha chiuso addirittura quattordicesimo, a quasi un secondo e mezzo dal suo compagno di squadra leader di giornata. «Nemmeno io ho spinto al massimo, ho sacrificato questa giornata per provare soluzioni diverse, ora confronterò i dati con quelli di Dani – spiega il campione del mondo in carica – Sono contento di vedere tante Honda davanti, ma devo essere onesto: sul giro secco Dani è andato molto veloce, ma il passo gara è un'altra cosa». È ancora presto, dunque, per dare la Honda come favorita su questa pista, ma non per ipotizzare che il confronto con la Yamaha si prospetta più aperto: «Un anno fa avevo più vantaggio ad Austin, ma anche più divario qui. Oggi siamo meno forti in frenata, ma compensiamo migliorando a centro curva. Per noi l'aspetto più importante è la gomma davanti: se non è troppo morbida e mi trovo a mio agio, posso andar forte». In fondo, è venerdì...

Marc Marquez sale in sella alla sua Honda
Marc Marquez sale in sella alla sua Honda (Michelin)