Testacoda a Jerez: Valentino Rossi, Vinales e Marquez finiscono in fondo
L'asfalto, bagnato al mattino e ancora umido al pomeriggio, rende pericoloso il circuito andaluso: Maverick finisce per terra e gli altri big non riescono a spingere al massimo, accusando distacchi pesanti. Ma è soltanto venerdì
JEREZ DE LA FRONTERA – «È venerdì, non mi rompete i c...». È il testo dell'ultimo successo di Ligabue, ma sembra scritto apposta per Valentino Rossi. Ormai lo ha capito, il Dottore, che nella prima giornata di prove libere di ogni Gran Premio è destinato a faticare. E se ne è fatto una ragione: «Ad Austin era andata meglio, ma oggi è stato un venerdì molto simile a quelli del Qatar e dell'Argentina, purtroppo – ammette il fenomeno di Tavullia, oggi solo dodicesimo a 1.2 secondi dalla vetta occupata da Dani Pedrosa – Con la moto vecchia arrivai su questa pista e mi trovai a mio agio fin da subito. Quest'anno, invece, sembra che nelle prove dobbiamo soffrire, ci serve più tempo per trovare il giusto bilanciamento. Speriamo di migliorare l'assetto domani e domenica, perché non sono ancora abbastanza veloce». Non c'è motivo di lanciare allarmi, però, e non solo perché i precedenti delle ultime gare sono più che rassicuranti. La prima giornata a Jerez, infatti, è stata tormentata soprattutto dal meteo: «Quello che mi preoccupa, semmai, è che stamattina con il bagnato la Honda andava più veloce, al contrario di un anno fa – prosegue il numero 46 – Nel pomeriggio, invece, era la pista, asciutta ma non del tutto, che non mi ha permesso di spingere al 100%. Le condizioni erano molto particolari, ma domani con il caldo e senza acqua potremo essere più competitivi».
Caduta poco rovinosa
Ne sa qualcosa il suo compagno di squadra Maverick Vinales, anche lui non particolarmente veloce (ha chiuso sesto a poco meno di un secondo), ma soprattutto tratto in inganno dall'asfalto umido a tal punto da finire per terra alla curva 9. «È bastato uscire di un metro dalla traiettoria per beccare una chiazza bagnata che ad occhio non si vedeva – ha spiegato – Ma sono abbastanza contento: non ho potuto spingere come al solito, ma mi trovo bene con la moto e guido in scioltezza». Il margine di miglioramento, infatti, è ampio, anche grazie alle nuove soluzioni tecniche che ha provato (la famosa carena con le alette nascoste). Là davanti, però, al momento ci sono le Honda: «Bisogna vedere che gomme hanno montato – getta acqua sul fuoco Top Gun – Pedrosa va forte, ha fatto un ottimo tempo, ma ha tolto un secondo montando gli pneumatici nuovi. Io e Marc, invece, siamo gli unici a non aver usato le morbide».
Fuori dal coro
E infatti Marquez è l'unico dei piloti della sua marca ad essere rimasto ben lontano dai primi: ha chiuso addirittura quattordicesimo, a quasi un secondo e mezzo dal suo compagno di squadra leader di giornata. «Nemmeno io ho spinto al massimo, ho sacrificato questa giornata per provare soluzioni diverse, ora confronterò i dati con quelli di Dani – spiega il campione del mondo in carica – Sono contento di vedere tante Honda davanti, ma devo essere onesto: sul giro secco Dani è andato molto veloce, ma il passo gara è un'altra cosa». È ancora presto, dunque, per dare la Honda come favorita su questa pista, ma non per ipotizzare che il confronto con la Yamaha si prospetta più aperto: «Un anno fa avevo più vantaggio ad Austin, ma anche più divario qui. Oggi siamo meno forti in frenata, ma compensiamo migliorando a centro curva. Per noi l'aspetto più importante è la gomma davanti: se non è troppo morbida e mi trovo a mio agio, posso andar forte». In fondo, è venerdì...
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