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Milan: si raffredda la pista Morata, resta Kalinic in pole

Prosegue l’attenta ricerca di un nuovo centravanti in casa Milan. Perso Aubameyang e con l’operazione Morata sempre più complessa, ecco farsi strada l’ipotesi Kalinic. Un’idea con pochi pro e molti contro.

L'attaccante croato Kalinic
L'attaccante croato Kalinic (ANSA)

MILANO - La caccia al bomber in casa Milan si arricchisce di una nuova puntata. Preso atto dell’impossibilità di arrivare al sogno di Fassone e Mirabelli, Pierre Emerick Aubameyang, sempre più vicino ad un clamoroso trasferimento al Paris Saint Germain, e viste le oggettive difficoltà nella corsa a Morata, ecco prendere forma e corpo l’ultima idea rossonera: Nikola Kalinic. Il centravanti della Fiorentina sembra al momento l’attaccante più abbordabile tra quelli segnati sul taccuino dei due dirigenti del Milan ed è per questo oggi il nome più caldo. Vediamo perchè.

Il sogno Morata

Prendiamo ad esempio lo spagnolo Morata, lui si capace di accendere l’euforia e l’entusiasmo dei tifosi milanisti. Sul centravanti del Real Madrid la concorrenza è spietata. In prima fila c’è il Chelsea di Conte e Abramovich (più defilato il Manchester United di Josè Mourinho), in grado di offrire all’ex juventino un prestigioso palcoscenico con vista Champions. Logico che il progetto di rilancio del Milan potrebbe non essere sufficiente a solleticare l'entusiasmo di Morata. 

Kalinic al comando

Ecco perchè l’opzione Kalinic va tenuta in debita considerazione. Anche in questo caso però ci sarebbe da fare qualche valutazione. Il centravanti croato tra qualche mese (il 5 gennaio 2018) compirà 30 anni, status che lo pone nella condizione di attaccante non più di primissimo pelo. Ma a far nascere i dubbi sulla bontà dell’operazione sono soprattutto altri numeri. Ad esempio il puntero della Fiorentina viene dai due anni più importanti e prolifici della sua carriera, nei quali comunque ha segnato appena 12 gol il primo anno e 14 questo. Prima dell’esperienza con la viola, invece, Kalinic aveva giocato 4 anni al Dnipro e due al Blackburn sempre con numeri tutt’altro che esaltanti. 

I perchè di un azzardo

Per non parlare dei costi del suo cartellino. Se due anni fa l’acquisto dal club ucraino da parte della Fiorentina è stato un grosso affare (appena 5 milioni di euro pagati), oggi spenderne 25-30, tanti quanti ne vuole la famiglia Della Valle, sembra un autentico azzardo. La sensazione è che uno come Kalinic non aggiunga granchè alla rosa rossonera rispetto a quanto garantito negli ultimi due anni da Carlos Bacca. Innanzitutto dal punto di vista delle realizzazioni, ma anche da quello del bagaglio di carisma, esperienza e attitudine al successo messo a disposizione della squadra.

Ecco perchè l’argomento centravanti va maneggiato con cura dalle parti di via Aldo Rossi. L’acquisto di un big internazionale come Morata avrebbe un costo elevatissimo, ma anche un innegabile ritorno. Spendere quasi 30 milioni per Kalinic forse potrebbe non essere sufficiente.