28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Calcio - Serie A

De Sciglio, addio al Milan: è asta tra 5 big europee

Il terzino azzurro sembra aver preso la propria decisione, a giugno sarà addio al Milan. La dirigenza rossonera potrebbe dar vita ad un’asta interessante tra Juve, Napoli, Chelsea, City e Bayern.

Mattia De Sciglio, terzino del Milan
Mattia De Sciglio, terzino del Milan ANSA

MILANO - È rottura definitiva. Tra Mattia De Sciglio e il Milan non sembrano più esserci margini per un dialogo. Per quanto il nuovo direttore dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli si sia già premunito di organizzare un meeting con l’entourage del calciatore tra giovedì e venerdì di questa settimana, l’esito appare scontato: il terzino non rinnoverà il suo contratto e a giugno sarà ceduto, probabilmente alla Juventus, anche se non sono da escludere le ipotesi Napoli, il Chelsea di Conte, il Manchester City di Guardiola e il Bayern Monaco di Ancelotti. A questo proposito, l’ideale per il Milan sarebbe dare vita ad un’asta tra queste big del calcio europeo e cercare di portare a casa almeno 15-20 milioni dalla cessione dell’azzurro.

Due ragioni per l’addio 

La goccia che pare aver fatto traboccare il vaso sembra sia stata la mancanza - grave, secondo il parere del calciatore - di un comunicato da parte della società per stigmatizzare l’aggressione subito da De Sciglio e dalla sua famiglia domenica pomeriggio al termine di Milan-Empoli. Ma si sussurra che l’esterno milanese sarebbe rimasto deluso anche per l'atteggiamento di Vincenzo Montella dopo la sostituzione di domenica. Una scelta che ha costretto il capitano rossonero ad uscire sepolto sotto una bordata di fischi.

Quella fascia che pesa

Resta il fatto che sostituzione o no, Mattia De Sciglio è ormai diventato un bersaglio da parte dell’intera tifoseria milanista. Al terzino non si perdona l’atteggiamento sempre troppo remissivo, sia in campo che fuori, tutt’altro che indicato per un calciatore a cui viene affidata la fascia di capitano di un club prestigioso come l’Ac Milan. Una separazione, arrivati a questo punto, appare concretamente inevitabile.