15 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Valentino Rossi si è preso la rivincita: «Chiuso il periodaccio, ora fate i conti con me»

Il Dottore è tornato in testa al Mondiale, come non gli succedeva dal Gran Premio di Malesia 2015, prima della «sciagurata fine» del biscotto: «Ora ho voltato pagina. E Maverick Vinales e Marc Marquez dovranno tenermi d'occhio»

Valentino Rossi sbalordito per la leadership mondiale
Valentino Rossi sbalordito per la leadership mondiale Michelin

ROMA«Dopo la sciagurata fine del 2015 questa è una piccola rivincita, come voltare pagina dopo avere passato un periodo brutto». Era dal Gran Premio di Malesia di due anni fa che Valentino Rossi non si affacciava in testa alla classifica mondiale. Poi sarebbero arrivati il biscotto, il suo decimo titolo scippato, e l'onda lunga di una stagione fuori dal comune, in cui il Dottore si è dimostrato veloce ma ha anche commesso troppi errori. Quest'anno, invece, il fenomeno di Tavullia è tornato se stesso: fatica di più in prova, ma in gara non sbaglia un colpo. E infatti, dopo tre GP eccolo di nuovo lì sul tetto del mondo, con cinque punti di vantaggio sul compagno di squadra Maverick Vinales e ben 18 sul grande rivale Marc Marquez. «Me lo avessero detto in inverno non ci avrei assolutamente creduto – ammette lui – Anche se, già in Qatar, non so perché, ero ottimista. Forse era perché ero talmente disperato e, come i matti, mi ripetevo 'va tutto bene, va tutto bene'. Invece essere primo nel Mondiale è un gran risultato, anche se sono passate solo tre gare e non significa molto. Però, intanto è figo».

Crocevia iridati
Certo, i conti si fanno solo alla fine. E, dopo quella «sciagurata» conclusione di due anni fa, nessuno lo sa meglio di lui. Eppure questa leadership iridata qualcosa significa: che da oggi in poi nella corsa al titolo si inserisce ufficialmente anche il numero 46. Specialmente adesso che comincia la fase europea della stagione, quella più classica, in cui Vale ha ottenuto le sue vittorie più belle: «Restare al top con Maverick e Marquez sarà molto difficile, ma l’importante è divertirsi. Tra loro due c’è una grandissima rivalità e cercheranno di dare sempre il massimo: questo dà loro una grande motivazione, ma è anche più difficile da gestire. Anche se sono i favoriti, credo che da adesso in poi un’occhiata la daranno anche a me. Adesso poi si va in Europa: Jerez, Le Mans, Mugello, Barcellona, Assen... Meno viaggi e circuiti che mi piacciono molto, con cui ho sempre avuto un gran feeling e ricordi fantastici. Lì si respira la vera atmosfera del Mondiale. Il mio obiettivo ogni volta che inizio una stagione è vincere almeno una gara ed è così anche quest'anno. Ora devo solo godermi questo momento». Insomma, questo Mondiale sta già prendendo una piega diversa dallo scorso: «Ho 23 punti più che nel 2016 ed è anche merito della bella atmosfera che si respira in squadra, del lavoro che facciamo, di una buona moto – spiega il nove volte iridato – E poi ad Austin non avevo mai fatto secondo e ci sono riuscito dopo una bella gara, restando vicino a Marquez. Curioso, perché nel 2016 ebbi due incroci, di quelli dove ti chiedi se andare da una parte o dall’altra. Uno proprio qui, dove andai a sinistra e invece dovevo andare a destra, poi ci fu la rottura del Mugello...».

Il Dottore esulta dopo il secondo posto ad Austin
Il Dottore esulta dopo il secondo posto ad Austin (Yamaha)

Moto Italia
Che per l'Italia delle moto sia davvero arrivato il momento di spezzare un lungo digiuno? Non c'è solo Valentino Rossi in testa alla MotoGP, ma anche il suo allievo Franco Morbidelli che domina la Moto2 e Romano Fenati che domenica ha vinto in Moto3: «Morbidelli mi fa quasi commuovere. Sono molto contento per lui: è stato meraviglioso, fantastico, siamo fieri di lui, in questo momento è decisamente superiore e sta facendo un lavoro incredibile. Deve continuare così. E anche Fenati è stato grandissimo. A parte quello che è successo l’anno scorso (il licenziamento dal team Sky Vr46, ndr), avevamo e abbiamo un buon rapporto. Mi è piaciuto molto come in gara ha messo in difficoltà Canet, che era superiore. Tanto di cappello».