27 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Calcio

Cessione societaria o qualificazione in Europa: quale la priorità del Milan?

I rossoneri sono di fronte a un doppio bivio: la permanenza di Berlusconi o la vendita ai cinesi, l’ingresso in Coppa Uefa o l’ennesima stagione senza competizioni europee. Quanto influiscono reciprocamente le due vicende?

I tifosi del Milan sperano di vivere presto nuovi successi
I tifosi del Milan sperano di vivere presto nuovi successi ANSA

MILANO - Una Pasqua che i tifosi milanisti non dimenticheranno facilmente ed in fretta: entro il domenica 16 aprile, infatti, il Milan delineerà il suo futuro societario con la possibile (probabile) vendita delle quote di maggioranza a Yonghong Li e al suo consorzio cinese e il derby contro l’Inter di sabato 15, viatico fondamentale nella corsa dei rossoneri all’Europa, una corsa rallentata domenica scorsa dall’inopinato pari di Pescara contro l’ultima in classifica. Una biforcazione epocale che il popolo milanista non sempre riesce a scindere: da una parte c’è un passaggio di proprietà importantissimo dopo 30 anni di gestione berlusconiana, gli ultimi 5 dei quali assolutamente disastrosi; dall’altra c’è il campionato da portare a termine e l’Europa da riconquistare dopo tre anni chiusi nell’anonimato. Come dare una preferenza alle due vicende? E’ impossibile ed in effetti non c’è neanche bisogno di farlo, ma le domande sono tante e coinvolgono anche la squadra di Montella che ogni domenica scende in campo con il dubbio che forse un domani per loro non ci sarà.

Dubbi e quesiti

Tanto per cominciare, è lecito chiedersi: a cosa serve qualificarsi per la Coppa Uefa se il prossimo anno il Milan rimasto nelle mani di Berlusconi potrà garantire una campagna acquisti al risparmio come nelle ultime stagioni? L’aspetto sportivo, in caso di mancato passaggio di proprietà, passerebbe certamente in secondo piano perché i rossoneri sarebbero costretti a vivere l’ennesima annata di difficoltà, con l’allenatore costretto a fare i salti mortali per cavare qualcosa di decente dal risicato organico a disposizione. In questo caso, ovviamente, anche il finale di questa stagione sarebbe pressochè irrilevante e la squadra rischierebbe di risentire di una situazione societaria in fase di costante stallo. Al contrario, in caso di cessione societaria il prossimo 13-14 aprile, il nuovo Milan vivrebbe un finale di stagione più stuzzicante e con l’accesso alla Coppa Uefa come trampolino di lancio per una campagna acquisti di grido e l’idea di tornare a competere per il vertice nel giro di due anni al massimo. L’aspetto sportivo, insomma, è strettamente legato alla vendita della società: un elemento che, smentite di rito a parte, condiziona non poco anche la squadra, dubbiosa da oltre un anno sul futuro societario de club e coi calciatori pronti a drizzare le antenne in caso di chiamate più vantaggiose e gli allenatori stufi di avere a disposizioni rose mediocri e richieste altisonanti dalla società. Cessione societaria e derby con l’Inter: il nuovo Milan nasce anche da qui.