19 gennaio 2020
Aggiornato 22:30
Calcio - Serie A

La Scala: «A Fassone non perdono il caso Maldini»

La reprimenda dell’avvocato La Scala nei confronti dell’amministratore delegato in pectore del Milan cinese: «Apprezzo molto Fassone per il lavoro svolto finora, ma su Maldini ha sbagliato tempi e modi».

Il grande ex rossonero Paolo Maldini
Il grande ex rossonero Paolo Maldini ANSA

MILANO - Nel corso della lunga intervista esclusiva rilasciata al Diario Rossonero dall’avvocato La Scala, vicepresidente dei piccoli azionisti dell’Ac Milan, si è parlato anche del caso Maldini. «Se c’è una cosa che devo rimproverare al Fassone manager è proprio la gestione del caso Maldini. Perchè non si può andare da una persona come Paolo Maldini, uno che ama il Milan come se stesso e che tornerebbe a Milanello anche su un piede solo, a presentare un progetto incerto, con una situazione legata al passaggio di proprietà ancora indefinita e soprattutto senza offrire all’ex capitano rossonero un ruolo all’altezza della sua reputazione e della sua autorevolezza». 

Il grosso errore

«Io ho avuto modo di conoscerlo - le parole dell’avv. La Scala al Diario Rossonero - e posso assicurarvi che si tratta di una persona dallo spessore umano e manageriale di altissimo livello. Il Milan ha a disposizione alcuni suoi ex calciatori, tra cui Albertini, Boban, oltre naturalmente a Maldini; il fatto che non siano stati coinvolti in questo progetto, in termini adeguati al loro carisma e alla loro professionalità, a mio avviso rappresenta un grosso limite. Per tornare a Maldini, non è che si può pensare di proporre a Maldini di fare la foglia di fico di un’operazione ancora indeterminata». 

C’è modo di recuperare

«Voglio augurarmi che Fassone possa ancora recuperare la situazione - chiude il vicepresidente dei piccoli azionisti dell’Ac Milan -. Sono convinto che se riuscisse a comunicare in maniera trasparente e seria, presentare un progetto intelligente, basato su prospettive adeguate, possano esserci ancora dei margini per riuscire a coinvolgere nel progetto del nuovo Milan dirigenti seri, autorevoli e preparati come Maldini o Albertini. Naturalmente con basi ben diverse da quelle che furono proposte a Paolo mesi fa. Ecco, questo per me è l’errore più grave commesso fin qui da Fassone, perchè in un momento delicato di transizione come questo, e con uno spogliatoio nel quale mancano figure di riferimento (è impensabile che un ruolo così delicato venga affidato ad un ragazzino di 18 anni come Gigio Donnarumma), il Milan avrebbe bisogno come il pane di una figura carismatica come quella di Maldini o Albertini nella nuova società».