6 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Cessione Milan: tutta la sfiducia dei tifosi

I ritardi nella vendita del club, la poca chiarezza delle parti e l’incertezza sulle potenzialità economiche della cordata cinese rendono sempre più scettici i sostenitori rossoneri

La curva del Milan chiede chiarezza alla società
La curva del Milan chiede chiarezza alla società ANSA

MILANO - La vittoria di sabato sera a San Siro contro il Genoa ha rilanciato le ambizioni europee di un Milan volitivo e convinto di poter raggiungere la Coppa Uefa dopo tre anni di buio e anonimato. Ma il lavoro di Montella e della squadra rossonera rischia di passare in secondo piano a prescindere dal piazzamento finale in campionato perché la programmazione della prossima stagione è ancora in alto mare, così come in alto mare è la (eventuale) cessione delle quote di maggioranza della società. Della chiusura della trattativa fra Silvio Berlusconi e la cordata cinese facente capo alla Sino Europe Sports si sa ormai tutto, o meglio, non si sa niente: a parte le caparre versate e le rassicurazioni che le parti provano ad imbastire sempre più debolmente, infatti, di certezze ne esistono ben poche e i tifosi stanno pian piano perdendo sia la fiducia che la pazienza.

Spettatori passivi
Del resto, i sostenitori rossoneri poco possono fare attivamente se non chiedere certezze tramite striscioni allo stadio o ricorso a trasmissioni radio televisive o agli organi di stampa, oppure sugli ormai immancabili social network, cuore pulsante della comunicazione moderna. Ed è proprio tramite essi che il malumore, il malcontento e la delusione del popolo milanista si evince con maggior evidenza: sui vari gruppi di Facebook, ad esempio, gli affezionati del Diavolo si dividono fondamentalmente in due categorie: i pessimisti («La cessione non avverrà mai») e coloro i quali non vogliono più affrontare l’argomento societario prima della conclusione dell’affare («Basta con le chiacchiere, quando avranno deciso ce lo comunicheranno»). La gente è stanca di ascoltare e leggere parole portate via dal vento, rassicurazioni di Galliani, Fininvest, Berlusconi e chi per loro, stanca del silenzio degli interessati all’acquisto del Milan, stanca di non conoscere i nomi di tali soggetti.

Quali garanzie?
E c’è di più: ammesso e non concesso che la cessione andrà (faticosamente) in porto, i tifosi rossoneri hanno oramai compreso che la cordata asiatica non rilancerà la squadra in grande stile come annunciato e promesso da oltre un anno: la solidità economica del consorzio cinese non sembra così roboante da catapultare la compagine milanese dal limbo del centro classifica alla lotta scudetto, ci vorranno probabilmente degli anni. Inoltre se chiunque bazzichi la Cina e si intenda di calcio, o di economia, o di affari, abbia poche e frammentarie notizie su tale gruppo, è probabile che non ci si trovi di fronte agli imprenditori più facoltosi del mondo, perché lo stesso gruppo Suning che ha preso l’Inter e che pure non è certo lo sceicco del Paris Saint Germain, godeva di una certa rilevanza in Oriente. La sfiducia e l’apparente indifferenza dell’ambiente milanista, insomma, dilaga sempre di più e la sensazione è che nulla cambierà fin quando questa stucchevole trattativa non avrà una svolta o la sua conclusione che, rimandata ormai da mesi, ha finito prima con lo sfiancare e poi con l’annoiare il povero tifoso milanista, attaccato alla gagliarda squadra di Vincenzo Montella ma consapevole che il futuro sembra sempre più nebuloso.