22 agosto 2019
Aggiornato 16:31

Milan: che le polemiche arbitrali non mascherino le lacune tecniche

Il rovente finale della gara con la Juventus ha fatto passare in secondo piano l’ennesima dimostrazione di quanto ai rossoneri manchino risorse per tornare a competere al vertice

Donnarumma disperato dopo il gol di Dybala che ha regalato la vittoria alla Juventus sul Milan
Donnarumma disperato dopo il gol di Dybala che ha regalato la vittoria alla Juventus sul Milan ANSA

MILANO - Premessa: il Milan di Torino è stato tosto e gagliardo come quasi per tutto il campionato, esclusa una pausa a cavallo fra Natale e febbraio. Inoltre, l’ormai perdurante assenza di Bonaventura e il forfait in extremis di Suso (peraltro fuori per quasi un mese) non hanno certo aiutato la formazione di Montella a reggere l’urto juventino, nonostante poi tutta questa differenza (che pure esiste ed è evidente) non sia vista allo Juventus Stadium. Infine le polemiche arbitrali, nate dopo il maxi ed immotivato recupero assegnato dall’arbitro Massa, prolungato ampiamente oltre i 4 minuti di recupero assegnati inizialmente dal fischietto ligure, e il dubbio calcio di rigore assegnato alla Juve e poi trasformato da Dybala per il gol partita. Urla, imprecazioni, lamentele, proteste e rabbia: il post Juventus-Milan dalla parte rossonera è stato così, nonostante i tentativi di Montella di smorzare la tensione ed abbassare i toni, tentativo apprezzabile ma poco raccolto dall’ambiente del calcio, ormai imbizzarrito dalle polemiche di Torino.

Niente alibi

Il Milan ha retto bene allo Juventus Stadium, non v’è dubbio, ma la sensazione che i rossoneri rilasciano ormai nelle ultime stagioni è quella di affrontare le gare come una formazione di metà classifica, probabilmente perché il livello è quello, nonostante il blasone e nonostante i deliri presidenziali, per fortuna ora sopiti, di comiche rincorse a terzi o secondi posti. L’impegno è apprezzabile, così come il lavoro di Montella che sin dal primo giorno ha predicato umiltà e sacrificio, ponendo la qualificazione alla Coppa Uefa come reale obiettivo stagionale, ma il Milan non può accontentarsi di vivacchiare fra il quarto e il settimo posto. All’ambiente milanista tutto questo non basta più e non può essere una tesa sconfitta contro la Juventus a mascherare un organico incompleto e retto da un’asse (Donnarumma, Romagnoli, Suso) che andrebbe supportata anche dal resto della squadra, anche perché, a lungo andare, questi tre uomini potrebbero essere allettati da richiami di altri club più prestigiosi di un Milan ormai stabilmente a centro classifica. Che cambi o meno la proprietà, insomma, il livello di competitività dell’ex società più titolata al mondo non può non avere una notevole innalzata, così come le ambizioni non possono restare quelle di una misera (e peraltro neanche così scontata) qualificazione in Coppa Uefa.