24 gennaio 2020
Aggiornato 06:30
Le parole del pilota tedesco dopo il primato

Sebastian Vettel vola, ma non ammette di essere «il favorito»

Di fronte all'ennesima ammissione di inferiorità da parte della Mercedes, stavolta affermata dal presidente Niki Lauda, il ferrarista lascia parlare la pista, dove fa segnare il giro record. Ma parlando con i giornalisti continua ad essere cauto

Sebastian Vettel parla con i giornalisti a Barcellona
Sebastian Vettel parla con i giornalisti a Barcellona Ferrari

BARCELLONA – Dopo il team principal Toto Wolff e il suo pilota Lewis Hamilton, finalmente sembra essersi convinto anche il presidente Niki Lauda: «La macchina più veloce mi pare la Ferrari». Dal box della Mercedes arriva un coro unanime di complimenti nei confronti dei diretti rivali italiani. Perfino da parte del grande boss austriaco, che con il Cavallino rampante da pilota fu due volte campione del mondo e che però oggi non perde occasione per punzecchiarlo. Come aveva fatto la settimana scorsa, giurando che «finora abbiamo scherzato, la macchina che avete visto in pista è solo un giocattolo per i test». O si tratta di un perverso gioco psicologico (che, visto il personaggio, non è da escludere), oppure Lauda deve avere cambiato radicalmente idea, convinto dai continui exploit della nuova SF70H. Ma, ascoltando con attenzione le sue parole, pare che il numero uno della casa di Stoccarda sia davvero impressionato dal potenziale della monoposto rossa: «Sembra viaggiare sui binari, mentre la nostra Mercedes è un po' più stretta in curva – ha dichiarato al mensile teutonico Auto Motor und Sport – La Ferrari è in cima ai miei pronostici, mentre la Red Bull finora non è stata una grossa sorpresa».

Vettel si nasconde
Che si tratti di complimenti sinceri o interessati, in ogni caso non sembrano interessare troppo Sebastian Vettel. Lui preferisce che a parlare sia la pista, come ha dimostrato oggi staccando il nuovo record della pista di Barcellona. Poi, quando è sceso dalla sua vettura per affrontare i microfoni dei giornalisti, ha preferito predicare ancora una volta la cautela che sta contraddistinguendo tutto l'inverno ferrarista: «Di sicuro – ha ammesso – la macchina è molto migliore di quella dell'anno scorso, perché la natura dei regolamenti è cambiata, e finora mi sembra una situazione sensata. Ma è ancora troppo presto. Se guardate il numero di giri percorsi dalla Mercedes, ma anche quanto storicamente vadano piano nei test, quanto poi riescano a recuperare in gara... Penso che analizzando il loro passo nelle simulazioni di gara sia chiaro che vanno molto forte, e che sono loro gli uomini da battere». La palla, insomma, viene rimbalzata di nuovo nel campo dei campioni in carica: «Per noi non conta davvero dove ci troviamo esattamente ora – prosegue il quattro volte iridato – Stiamo crescendo, dobbiamo lavorare sodo e sappiamo di dover migliorare. Per questo penso che sia importante non farsi distrarre ora. Stamattina ho avuto una piccola uscita di pista che ci è costata un po' di tempo. Avremmo voluto girare di più, speriamo domani di vivere un'altra buona giornata. In termini di programma, siamo ancora molto impegnati, ci sono tante cose da fare e forse siamo ancora un pochino in ritardo. A volte andiamo un po' più forte, a volte più piano, ma stamattina siamo stati più veloci che in tutto il resto delle prove finora, penso che questo sia piuttosto chiaro. Ma non importa tanto il tempo sul giro secco, bisogna guardare oltre, e da quel punto di vista c'è ancora tanto lavoro da fare».