29 novembre 2020
Aggiornato 11:30
Le opinioni dell'attuale numero uno e dell'ex

In Ferrari parla solo Marchionne: «Gran passo avanti». Montezemolo, invece...

Il presidente, che ha ordinato ai suoi a Barcellona di non parlare, si sbilancia invece da Modena: «Le previsioni si sono avverate, la SF70H è più potente». Più cauto il suo predecessore: «Scelte rischiose, sarà un anno importante»

Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo
Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo Ferrari

MODENA – Mentre a Barcellona le bocche dei ferraristi restano cucite, per espresso ordine di Sergio Marchionne, le uniche dichiarazioni del Cavallino rampante sul debutto della nuova SF70H nei test pre-campionato arrivano da Modena, ironia della sorte proprio da parte dello stesso presidente che aveva dato la consegna del silenzio. Intervenendo all'inaugurazione della mostra Driving with the stars, al Museo Enzo Ferrari, insieme ai vicepresidenti John Elkann e Piero Ferrari, il numero uno della Rossa si è detto soddisfatto della prima giornata di prove con l'ultima nata della casa, che Sebastian Vettel ha portato al secondo posto, ad un soffio dalla Mercedes di Lewis Hamilton. «Da quello che ho visto le previsioni che avevamo fatto si sono poi avverate – ha commentato il manager italo-canadese – La macchina ha dato risultati in linea con le aspettative. Un passo avanti enorme rispetto al 2016: la nuova Ferrari è di sicuro più potente. Sono contento di quello che ho visto fin qui a Barcellona. Non ci dobbiamo vergognare quest'anno ed è importante. Ottimisti? Sì, ma non so se vinceremo il campionato». L'atteggiamento è positivo, dunque, ma stavolta più prudente rispetto all'anno scorso, nonostante tutta la carica che arriva dal settantesimo compleanno della Ferrari, celebrato anche nella sigla della monoposto. «Il 2017? Tanti eventi, sì. Ma vorrei festeggiare anche in F1», chiosa Marchionne.

Per Montezemolo troppi rischi
All'attuale presidente di Maranello fa da contraltare ideale il suo predecessore, Luca Cordero di Montezemolo, il quale invece sembra meno convinto del potenziale della sua ex squadra. «Per la Ferrari, che è stata la mia vita per quasi 30 anni, sarà un anno molto importante – ha dichiarato al programma La politica nel pallone di Gr Parlamento – anche perché segue una stagione di grandi delusioni, dopo che la prima annata della nuova presidenza aveva raccolto tre vittorie, anche grazie a una macchina che si erano trovati in casa». Le scelte del nuovo corso rosso, infatti, sono state coraggiose, ma anche rischiose, come quella di optare per un reparto tecnico tutto in mano a ingegneri nostrani: «Io ho sempre scelto il meglio tra i tecnici per la mia Ferrari. E se il meglio era italiano, come Martinelli ai motori, andava benissimo – prosegue l'ex presidente – Oggi si è deciso di creare una struttura tutta italiana: speriamo. Binotto è un tecnico di grandi capacità organizzative, tanto che gli avevo affidato il reparto motori quando avevo capito di essere in ritardo con le nuove regole. Quella di oggi mi sembra una scelta molto rischiosa. Mi auguro che possa essere anche vincente. Ho visto delle soluzioni interessanti attorno alla pancia della nuova monoposto, ma sapremo la verità soltanto dopo le prime gare». Montezemolo mette in guardia la Rossa anche dai potenziali risvolti del mercato piloti nel prossimo futuro: «Avere due piloti in scadenza è un rischio perché dopo due o tre gare si comincerà a parlare di mercato. Ma tutto dipenderà da quanto sarà competitiva la macchina. Hamilton? Quando mi chiamò per chiedermi di acquistare LaFerrari mi disse che un giorno avrebbe voluto guidare anche delle Ferrari da corsa. Chissà… Ma, ripeto, tutto dipende dalla competitività».