9 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Numeri e contraddizioni: lo strano caso del Milan bello e perdente

La sconfitta incassata contro il Napoli, al termine di una partita giocata con vigore e coraggio dai rossoneri, evidenzia un dato allarmante: nelle ultime 5 partite, quelle giocate meglio, i rossoneri hanno conquistato solo 5 punti. La metà esatta rispetto alla media Champions ottenuta dal Milan sparagnino e poco spettacolare di inizio stagione.

MILANO - 5 punti nelle ultime 5 partite, altro che media Champions League. È questo il ruolino di marcia del Milan di Montella negli ultimi cinque turni di campionato. Un filotto negativo iniziato con il match contro la Roma, al termine del quale i rossoneri hanno avuto il picco stagionale di complimenti - a fronte dell’oggettivo e imbarazzante divario tecnico tra le due squadre - ma zero punti in classifica, e terminato (almeno così si augura il popolo milanista) con la sconfitta rimediata dal Napoli sabato a San Siro.

Trend negativo

Da quel momento, era il 12 dicembre 2016, il trend fino a quel punto esaltante del Milan giovane e sbarazzino, è cambiato radicalmente: un pareggio interno contro la rivelazione Atalanta, una vittoria - l’unica in campionato nell’ultimo mese -  striminzita e risicata contro il Cagliari, un pareggio esterno contro il Torino e la sconfitta sanguinosa a San Siro al cospetto dei partenopei di mister Sarri.

La sconcertante analisi di questa sequenza di partite è che il Milan ha conquistato i tre punti solo nella partita più brutta giocata dai rossoneri, quella giocata contro i sardi. 

Numeri contraddittori

Per il resto, grandi complimenti, applausi alla crescita dei ragazzini terribili, al carattere della squadra e al gran lavoro svolto da Montella, ma pochi, pochissimi punti.

La conferma di questo strano e contraddittorio momento per i rossoneri, arriva anche dai numeri di una statistica riportata dalla Gazzetta dello Sport: Milan in caduta libera in classifica, malgrado una crescita nei tiri in porta (da una media iniziale di 12,6 a 16,8 nell’ultimo blocco di partite), nei passaggi (da 410,6 a 527,2), nel possesso palla (da 51,4 a 57,3) e anche nei tiri concessi (diminuiti da 16 a 12). 

Come a dire, più bello da vedere il Milan dell’ultimo mese, ma molto meno redditizio; più sparagnino, più arcigno, meno spettacolare il Milan della prima parte di stagione, ma allora si navigava nelle primissime posizioni della classifica.

Le riflessioni di Montella

A questo punto urge una riflessione pacata, ma indispensabile da parte del tecnico Montella: se continuare in questo percorso di crescita sia dal punto di vista tecnico e tattico, anche a rischio di vedere aumentare il divario con le prime della classifica, oppure tornare ad un calcio meno frizzante e spumeggiante ma più solido e remunerativo. Le prossime sfide contro Udinese, Sampdoria e Lazio in campionato, oltre al delicatissimo quarto di finale di Coppa Italia contro la Juventus, ci daranno una risposta.