6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Riusciranno a riportare il campionato in Italia?

Ducati lanciatissima: «Niente più scuse, vogliamo vincere il titolo»

Tornata alla vittoria nel 2016, quest'anno la Rossa di Borgo Panigale punta a fare il definitivo salto di qualità, lottando con i colossi giapponesi per il Mondiale. Merito del nuovo arrivato Jorge Lorenzo, ma anche dei tecnici

BOLOGNA – Come cambiano le cose in un anno. Solo dodici mesi fa, la Ducati che si presentava al mondo nell'auditorium di Bologna era una squadra che stava uscendo dal periodo più nero della sua storia, a secco di vittorie da cinque stagioni di fila. Oggi, la Rossa delle due ruote dà ufficialmente il via al suo Mondiale 2017 completamente trasformata: con due successi in più nel palmares, il settantesimo anniversario festeggiato in grande stile, una situazione aziendale particolarmente florida. E, soprattutto, senza nessuna intenzione di fermarsi qui. «Abbiamo affidato a Ducati Corse in modo chiaro il compito di riportare in Italia il titolo mondiale – dichiara senza mezzi termini l'amministratore delegato Claudio Domenicali – Per riuscirci l'abbiamo dotata di tutte le risorse economiche e finanziarie e anche di una squadra di piloti straordinaria. Sappiamo di non partire favoriti, ruolo che spetta al campione in carica, ma siamo un'azienda appassionata, determinata e con grandi polmoni. Il nostro è un obiettivo difficile, ma l'Italia si merita di puntare in alto».

Non solo Jorge
La Ducati, insomma, non si nasconde più, ma lancia a viso aperto la sfida ai colossi giapponesi della moto. Va letta in questo senso la decisione di ingaggiare un campione del mondo come Jorge Lorenzo, ma anche il lungo e paziente lavoro di ricostruzione tecnica della squadra e della moto compiuto negli ultimi anni dal direttore generale Gigi Dall'Igna: «Nel 2016 eravamo già i migliori di tutti sul motore e sull'aerodinamica, quindi nel corso dell'inverno ci siamo concentrati sullo sviluppo degli aspetti in cui eravamo carenti – analizza l'ingegnere veneto – Senza trascurare neanche le aree in cui ci sentivamo più forti, perché i nostri avversari non si sono fermati e vogliamo mantenere questi vantaggi su di loro. Anche la nostra organizzazione è migliorata, visto che per la prima volta siamo riusciti a portare al debutto la nuova moto già nel test dopo-gara di Valencia. Dalla settimana prossima il lavoro inizierà con i collaudatori Stoner e Pirro, poi toccherà ai piloti ufficiali. Ma solo nella prima gara in Qatar concretizzeremo la vera moto di quest'anno». Il cinquantenne di Thiene ha un carattere pragmatico, preciso, non certo incline ai proclami. Eppure perfino lui non può evitare di lasciarsi prendere dall'entusiasmo che trasuda dalla cerimonia di oggi: «Lorenzo è un cinque volte campione del mondo e due di questi titoli li abbiamo vinti insieme, questo ci dà fiducia e stima, che sono importanti nel nostro lavoro. Ora non abbiamo più scuse per non vincere, né ne cerchiamo. Se abbiamo preso lui è proprio perché una squadra che punta al Mondiale deve prima togliersi tutti gli alibi».

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