17 agosto 2019
Aggiornato 16:30

Beltramo intervista Guidotti: «Bagnaia? Interessa alla Ducati»

Il team manager della Pramac, squadra satellite della Rossa di Borgo Panigale, conferma che il giovane italiano è «sotto la lente d'ingrandimento» per il mercato 2019

BOLOGNAFrancesco Guidotti, team manager Pramac, quest'anno avrete una Ducati ufficiale di nuovo con Danilo Petrucci e una della passata stagione, quindi molto performante, per Jack Miller. E poi per il 2019 c'è già Pecco Bagnaia?
No, fermiamoci al 2018, che almeno sappiamo di cosa parliamo. Per il resto è un po' presto.

Avete scambiato un inglese, Scott Redding, per un australiano.
Inutile nascondersi dietro a un dito, con Scott abbiamo raccolto meno di quanto ci aspettassimo, sia noi che lui. Quindi, dopo i due anni canonici di prova, abbiamo deciso insieme di prendere ognuno la propria strada. Lui è un ragazzo d'oro, vecchio stile, con pochi fronzoli e parecchia sostanza, ma abbiamo comunque concretizzato poco. Quindi proviamo con Jack, che bene o male sta cercando un riscatto dopo tre anni con Honda non bellissimi. I primi test non sono andati male, ci hanno dato fiducia, anche se valgono poco. Aspettiamo Sepang, e da lì in poi penso che sia tutto importante.

Lui un po' di fiducia l'ha riconquistata nell'ultima parte di stagione, in cui è andato abbastanza bene. È un australiano di quelli matti...
È un matto che però, se vuole fare risultato, deve ridimensionarsi un pochettino. Lo ha capito: da metà stagione in poi si capisce che ha messo un po' la testa a posto, e lo si è visto sia in termini di risultati che di comportamento in pista, con meno cadute e distrazioni. Penso che arrivi nel momento giusto, ora vediamo se riusciremo a dargli quello che gli serve.

Secondo me il vostro stile italiano può adattarsi a lui.
Ci vuole lo spirito di serenità. È vero, abbiamo delle responsabilità, ma è un lavoro che fai se ti piace, con passione.

Danilo, invece, è partito bene, poi ha avuto qualche problema.
Siamo partiti con qualche difficoltà, anche tecnica. Abbiamo fatto una fase centrale della stagione bellissima, poi sul finire anche la stanchezza psicologica, la scarsa abitudine a sopportare queste pressioni per tutto l'anno, l'abbiamo un po' pagata. Però ci faremo trovare pronti anche per il finale di stagione nel 2018.

Serve anche per imparare, no?
La nostra ragione di esistere è anche quello, cercare di far fare esperienza.

Un paio di volte si è ritirato anche per guai tecnici, perché ha provato, ad esempio, una pompa dell'acqua elettrica. È pilota ufficiale, ma prova spesso delle nuove soluzioni.
Una sperimentazione in pista in condizione gara. Cosa che nei test non si può fare.

E invece la voce su Pecco Bagnaia?
È venuta fuori, ma è una novità-non novità. Chiaramente piloti di quel genere sono sotto la lente d'ingrandimento. Sia lui che altri giovani sono nell'interesse della Ducati e della Pramac. E lui, da italiano, probabilmente ha qualche carta in più.