7 luglio 2020
Aggiornato 11:30
Finalmente un italiano sulla Rossa

Il sogno di Antonio Giovinazzi: «Io pilota Ferrari? Ancora non ci credo»

Il 23enne di Martina Franca, appena ufficializzato come terza guida del Cavallino rampante per la prossima stagione, dà voce a tutto il suo entusiasmo: «Quando salirò in macchina per la prima volta sarà un'emozione unica»

ROMA – A soli 23 anni, Antonio Giovinazzi è già pronto a realizzare il suo sogno. Il sogno di qualsiasi giovane pilota che si siede al volante di una monoposto, figuriamoci se italiano: vestire quella leggendaria tuta rossa e guidare una Ferrari di Formula 1. In questa stagione, il talentino di Martina Franca potrà farlo, anche se solo nel ruolo di terza guida: il Cavallino rampante ha infatti annunciato ieri il suo ingaggio come collaudatore ufficiale. «Ancora non riesco a immaginarlo – confessa incredulo alla Gazzetta dello sport – Credo che mi sembrerà reale solo quando vestirò davvero quei colori e mi siederò per la prima volta nell’abitacolo della vettura. Sarà un momento da ricordare. Uno di quelli che restano impressi per tutta la vita. Non vedo l’ora che succeda. Penso che sarà un’emozione unica. Perfino più intensa di quando, a settembre, sono stato invitato a provare il simulatore dopo la vittoria di Monza. Diventare un pilota della Ferrari è quello che vorrebbero tutti i ragazzini quando cominciano a correre. E anche quello che sognavo io a tre anni, quando ho preso per la prima volta il mano il volante di un kart. Pensandoci, mi sento fortunato e orgoglioso».

Primo passo in Formula 1
Giovinazzi si è meritato la fiducia della Scuderia grazie ad una stagione di debutto nella categoria cadetta, la GP2, letteralmente da incorniciare: si è laureato vicecampione vincendo cinque gare, di cui due, a Baku e a Monza, in cui era partito dall'ultima posizione. Nel 2017, Antonio potrà sviluppare ulteriormente il talento che ha dimostrato e fare esperienza al fianco di due mostri sacri come Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen: «Non li ho ancora incontrati – racconta – Ma sarò onorato, e mi aspetto che lavorare a fianco a due campioni del mondo sarà un’esperienza fantastica. Cercherò di osservarli e di assimilare il più possibile. L’anno prossimo servirà soprattutto a questo: guadagnare esperienza sulla F1, cogliere ogni dettaglio e crescere come pilota». Ma, per crescere, il giovane pugliese avrà bisogno anche di girare in pista il più possibile, e per questo i pochi test concessi dal regolamento potrebbero non bastargli. Così, il team principal Maurizio Arrivabene ha già preannunciato che sta lavorando ad un accordo con la squadra satellite Sauber per consentirgli di disputare alcune prove del venerdì durante i Gran Premi: «Non ho esperienza di F1 – ammette Giovinazzi – Ma, da quello che ho capito provando al simulatore, è difficilissima, molto diversa dalla GP2. Io quest’anno ho imparato a gestire le gomme e credo che mi sarà utile. Per il resto, è tutta un’altra macchina, super complessa. Perciò voglio essere operativo fin da gennaio, presente in fabbrica, per capire il più possibile di tanti passaggi. A cominciare dalle procedure e dai comandi sullo sterzo. Darò tutto me stesso, come ho sempre fatto. Sarò a disposizione e pronto in caso di chiamata per guidare. Sperando di poter essere in pista nel 2018».