21 agosto 2019
Aggiornato 00:00

Cuore, sacrificio e fame: così Lapadula ha conquistato il Milan

La doppietta dell’attaccante rossonero ad Empoli è il coronamento di un lavoro che arriva da lontano: chi ha spirito di abnegazione può arrivare al successo anche in ritardo

MILANO - Gianluca Lapadula si sta prendendo il Milan. Sì, proprio quell’attaccante che veniva dalla serie B, oltre 50 reti nelle ultime due stagioni fra Teramo e Pescara, fra campionato cadetto e serie C, ma un impatto balbettante con la serie A e con un ambiente come Milano che non è la provincia abruzzese, con tutto il rispetto. Come ricordato dallo stesso Lapadula, solo un mese fa qualcuno si affrettava a dire «Questo è un flop, non è buono per la serie A». Nessuno ricordava che l’ex pescarese non aveva effettuato quasi per niente la preparazione estiva, complice un infortunio e un fastidio muscolare che lo aveva afflitto dopo la vittoriosa finale playoff dell’anno scorso del Pescara contro il Trapani.

Spirito giusto

Le sole due gare giocate dal primo minuto contro Sampdoria e Chievo, poi, chiuse senza reti e con un pizzico di nervosismo da parte di un attaccante che si sbatteva, lottava ma non riusciva a trovare la via del gol, col peso di quella maglia numero 9 che nelle ultime quattro stagioni al Milan non ha portato altro che disastri, da Pato a Fernando Torres, da Matri a Luiz Adriano. Poi la gemma di Palermo, quel colpo di tacco geniale e pratico che è valso 3 punti per la squadra di Montella, i pochi minuti nel derby con tanta corsa e pressing, quindi la doppietta di Empoli nella terza partita da titolare, proprio mentre Carlos Bacca, infortunato, si godeva la sfida della Liga fra il suo vecchio Siviglia e il Valencia di Prandelli. Un atteggiamento che non è piaciuto ai milanisti, al contrario di quello di Lapadula, cattivo, famelico, aggressivo, un ragazzo semplice ma determinato, una furia in campo, fastidioso per gli avversari, utilissimo per i compagni. Classe 1990, Lapadula non è arrivato presto in serie A, ma grazie al suo spirito si sta imponendo anche al Milan e promette (o minaccia) di non voler lasciare quella maglia tanto facilmente, anche perché la sua abnegazione dimostra ancora una volta che alla fine chi i gol li sa fare li fa ovunque; forse quest’anno non saranno 30 come la scorsa stagione, ma l’impressione è che questo ragazzo possa far molta strada anche nel calcio dei grandi.