6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Da un avversario all'altro in Yamaha

Per Valentino Rossi scoppia la guerra con Vinales... e la pace con Lorenzo?

Secondo i bookmakers, il nuovo compagno di squadra del Dottore sarà il primo sfidante di Marquez per il prossimo Mondiale. E l'ex campione Mamola pronostica: «Il loro rapporto si romperà». Intanto Jorge, a sorpresa, difende Vale

Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Maverick Vinales
Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Maverick Vinales Yamaha

ROMA – Dalla padella alla brace. Non ha fatto in tempo, Valentino Rossi, a dare l'addio al suo miglior nemico Jorge Lorenzo, che subito gli è toccato accogliere in Yamaha un altro osso duro: Maverick Vinales. Al giovane spagnolo sono bastati due giorni di test in sella alla M1, entrambi conclusi in vetta alla classifica, per convincere tutto il mondo della MotoGP. Dai bookmakers, che ormai lo indicano come primo sfidante di Marc Marquez per il prossimo Mondiale, allo stesso campione in carica, che lo ha incoronato suo rivale designato. Passando per il Dottore, ovviamente, che seppure a denti stretti ha dovuto ammettere: «È un pilota veloce e pronto: per il titolo nel 2017 si dovranno certamente fare i conti pure con lui».

L'amicizia ha i giorni contati
Certo, Top Gun, che ha al suo attivo solo un Mondiale Moto3, ne ha ancora di strada da fare per eguagliare il palmares di Lorenzo: ma in compenso ha otto anni in meno di lui e altrettanta fame di successo. Alla sua prima stagione in una squadra davvero vincente, il talento emergente di Figueres vorrà subito dimostrare di meritarsi quel posto così ambito. E, per farlo, dovrà innanzitutto battere quel pilota che da sempre è considerato il primo avversario: il suo compagno di squadra. «Scommetto che, nel giro di sei mesi, il rapporto felice tra Rossi e Vinales si romperà – pronostica l'ex pilota Randy Mamola nella sua rubrica per Motorsport – Se c'è una cosa di cui sono sicuro, è che Valentino sa già che gli toccherà lavorare sodo per battere Maverick. Dopo che Lorenzo ha iniziato a sfidarlo e ha finito per batterlo, ora sa come ci si sente e si può preparare per questo. Ma allo stesso tempo, è una persona molto intelligente, in grado di dominare gli scenari psicologici, e non dobbiamo dimenticarci che quello di Valencia era solo un test. Se Maverick si rivelerà più veloce di lui, Rossi farà tutto ciò che è in suo potere per ribaltare la situazione». Insomma, il tempo dell'ammirazione e dell'adulazione, delle dichiarazioni come «Sono onorato e felice di lavorare a fianco del Dottore: è da sempre il mio idolo», è destinato a durare poco. Ci penserà la pista a trasformare Valentino Rossi da idolo a nemico, come è già successo con Lorenzo e con Marquez.

La difesa di Lorenzo
E il rapporto con Jorge Lorenzo, invece, che seguirà il percorso opposto a quello di Vinales? Guardarsi finalmente dalla giusta distanza, non essere più costretti a condividere malvolentieri lo stesso box, farà bene alla relazione tra questi due grandi campioni? Un primo segnale di disgelo, Por Fuera lo ha già inviato, difendendo inaspettatamente il suo ex compagno nel caso della denuncia che Vale si è beccato dalla signora Ana Cabanillas, con cui è stato protagonista di un ormai noto scontro nel retrobox di Valencia: «Non so perché ci sia così tanta gente nel paddock – ha risposto Lorenzo nel corso di un evento promozionale a Madrid – Lo saprà la Dorna, ma per me è sovraffollato e per noi piloti diventa difficile muoversi. Anche io prima potevo restare molto di più nel paddock per parlare con la gente, con gli amici, con i componenti delle altre squadre: adesso sto nel box e nel motorhome. Un aspetto che cambierei delle MotoGP è proprio l'accesso di tutta quella gente, che nel fine settimana poi rende scomode molte situazioni». La decisione del maiorchino di difendere il comportamento di Rossi, finito nel mirino delle critiche in particolare da parte degli spagnoli, molti l'hanno interpretata come un ramoscello d'ulivo porto al fenomeno di Tavullia. Molti, ma non Lin Jarvis, direttore generale del team Yamaha, che per anni ha dovuto gestire la delicata convivenza tra i due suoi portacolori: «Non essere compagni di squadra l'anno prossimo non migliorerà il loro rapporto – ha sostenuto a Motorcycle News – Sono entrambi piloti molto competitivi, la loro storia rimane la stessa indipendentemente dal colore rosso o blu. Si rispettano l'un l'altro, ma il rispetto non significa amicizia». Tanti anni di rivalità, insomma, non si cancellano così facilmente. Nemmeno con un cambio di casacca.

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