24 ottobre 2020
Aggiornato 05:00
Prove bagnate, prove sfortunate per la Yamaha

Valentino Rossi penalizzato: «Colpa mia, ma la regola è sbagliata»

Il Dottore è secondo nelle libere del venerdì, ma viene arretrato in fondo alla classifica per aver percorso troppi giri con la gomma supersoft. Non va meglio al suo compagno di squadra Jorge Lorenzo, in crisi sulla pista bagnata.

Valentino Rossi in azione nelle prove libere in Australia
Valentino Rossi in azione nelle prove libere in Australia Michelin

PHILLIP ISLAND – Doveva essere l'inizio del Mundialito tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Tre Gran Premi (gli ultimi della stagione, a partire da questo in Australia), due compagni di squadra, una sola poltrona in palio: quella di vicecampione mondiale. E, in effetti, al termine del venerdì di prove libere i separati in casa della Yamaha si marcano stretti, uno dietro l'altro, ma in fondo alla classifica: Por Fuera è diciannovesimo, il Dottore ventesimo, davanti al solo Bradley Smith sull'altra M1 satellite del team Tech3. C'è da scommettere che si aspettassero qualcosa di meglio dalla loro lotta, specialmente il campione di Tavullia, che il cronometro l'aveva fermato ad appena 41 millesimi dal miglior tempo di giornata, quello di Cal Crutchlow.

Un giro di troppo
Ma quel tempo, che gli sarebbe valso la seconda posizione, è stato successivamente cancellato dai commissari: colpa di un errore di interpretazione dei regolamenti, che lo ha portato a compiere più dei 10 giri imposti dalla Michelin, per motivi di sicurezza, come limite massimo della gomma anteriore supermorbida. «Prima di uscire dai box, ho deciso di usare quella mescola perché la conoscevo e pensavo che sarebbe andata bene oggi, con soli dieci gradi di temperatura – racconta Valentino – Mi hanno detto: 'Puoi farci al massimo dieci giri' e io ne ho fatti nove. Il problema è che loro contano anche il giro di uscita e quello di rientro ai box, così sono diventati undici. E questo ha rovinato tutte le mie prove, sono penultimo. È un peccato, perché se domani mattina non riuscissi a migliorare il mio tempo dovrei passare per la fase eliminatoria delle qualifiche». I piloti che non rientrano nelle prime dieci posizioni al termine della terza sessione di libere, infatti, sono costretti a passare attraverso la tagliola della Q1, prima di potersi giocare la pole position. In compenso il nove volte iridato potrà contare su un quarto d'ora in più di prove nel turno del sabato mattina, introdotto dalla direzione gara dopo la cancellazione di quello del venerdì pomeriggio. Il numero 46, insomma, riconosce l'errore, ma polemizza anche con questa regola troppo restrittiva decisa dal fornitore di gomme: «Per me è molto strana, perché questa è una buona mescola per la gara – spiega – La Michelin è preoccupata perché a Brno questa gomma ebbe problemi, ma in quel caso c'erano 25 gradi sull'asfalto che si stava asciugando. Questo è il posto ideale per l'anteriore supersoft, se non la usi qui non la userai da nessun'altra parte. Infatti io ho fatto i miei giri, ho staccato un buon tempo, e se guardate la gomma ora sembra nuova. Per me, in queste condizioni, sarebbe un'opzione anche per la gara, ma la Michelin dice di no: 'Non più di dieci giri'».

Asfalto insidioso
Al suo compagno di squadra Jorge Lorenzo è andata leggermente meglio dal punto di vista della classifica (gli sta davanti di una posizione, diciannovesimo), ma molto peggio sul fronte dei tempi: il suo migliore riscontro ha accusato oltre quattro secondi e mezzo di distacco dal primo. Colpa della cronica antipatia di Por Fuera per la pioggia, che anche oggi non gli ha consentito di scaldare le gomme fino ad ottenere un'aderenza e una stabilità della moto sufficienti, nonostante i vani tentativi dei suoi uomini di adattare l'assetto: «Sono uscito dai box piuttosto tardi stamattina e non ho potuto compiere così tanti giri – rivela il maiorchino – Pian piano stavo progredendo, ma mi sono fermato troppo presto e quando ho provato la seconda moto c'era ancora più acqua in pista, perciò ho compiuto un solo giro. Era difficile trovare un punto di riferimento tale da capire quale sia la moto migliore in queste condizioni». Almeno, però, non ha perso terreno dal suo compagno-rivale...