5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Ferrari mai così male. Una parola sola per Vettel e Raikkonen: «Delusione»

Il risultato della Rossa nelle qualifiche del Gran Premio di Singapore, dove un anno fa portò a casa la pole position, è un bollettino di guerra: Iceman solo sesto, Sebastian addirittura ultimo, per un guasto meccanico

Sebastian Vettel rientra mestamente in pit lane durante le qualifiche a Singapore
Sebastian Vettel rientra mestamente in pit lane durante le qualifiche a Singapore Ferrari

SINGAPORE – Un anno fa, Sebastian Vettel conquistò una netta pole position nel Gran Premio di Singapore, che avrebbe poi vinto ventiquattr'ore più tardi. Trecentosessantacinque giorni dopo, il ferrarista tedesco si schiererà al via a Marina Bay dall'ultima posizione in griglia. Basterebbe questo dato a riassumere il disastro della Rossa nel circuito cittadino asiatico: punta di diamante di una stagione che oggi più che mai dobbiamo definire «terribile», con buona pace dello stesso Vettel che aveva mugugnato quando giovedì un giornalista aveva osato pronunciare questo aggettivo. Peggio: l'ultimo posto in qualifica è maturato con una figuraccia in mondovisione, quando la barra antirollio della SF16-H si è rotta, con il risultato che una delle gomme anteriori si sollevava visibilmente ad ogni curva. «Mi sono ritrovato ad andare con tre ruote – lamenta il tedesco – E così non funziona. Non c'era tempo per riparare il guasto, quindi abbiamo deciso di restare in pista. Sono rientrato solo quando ho capito che non c'era speranza, non eravamo abbastanza veloci». A quel punto Seb ha parcheggiato la sua macchina nel garage, è sceso e ha gettato con tutta la sua rabbia i guanti per terra. Solo qualche ora più tardi, calmato il suo comprensibile disappunto, può tornare a spronare la sua squadra: «Il team sta lavorando per assicurarsi che non si rompa anche il muletto – spiega – Questa è la priorità principale ora, ma è stato un vero peccato, perché oggi la macchina andava forte, abbastanza per lottare per la prima fila. Sono deluso ma è andata così, devo farmene una ragione e dare il massimo domani: la gara sarà lunga e abbiamo molte gomme da sfruttare in sede di strategia». L'altra faccia della medaglia è che i sorpassi, su queste tortuose stradine, sono praticamente impossibili, salvo che intervenga in aiuto una safety car, che a Singapore è tutt'altro che una presenza sporadica.

I volti tirati di Maurizio Arrivabene e dei tecnici nel box
I volti tirati di Maurizio Arrivabene e dei tecnici nel box (Ferrari)

Kimi Raikkonen solo quinto
Sulle chance di Vettel di lottare per la prima fila, in assenza di controprove, dobbiamo fidarci della sua parola. Ma non è che al suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, pur in assenza di guai meccanici, sia poi andata molto meglio. Il finlandese si è anche affacciato nelle prime tre posizioni nell'ultima e decisiva fase delle qualifiche, per poi scivolare però al quinto posto quando entrambe le Red Bull lo hanno scavalcato. «In prova ero un po' più vicino – ammette Iceman – Ma le libere non ti danno mai il quadro vero. Il quinto posto è deludente, ma non potevo fare di più con questa macchina. Il primo giro è stato decente, ero abbastanza contento; nel secondo sapevo di dover spingere un po' di più e prendermi qualche rischio, ma sono arrivato largo alla curva 1 e nell'ultimo settore non avevo aderenza. La vettura si comporta bene, ma ci manca un po' di grip per andare più forte». Insomma, la solita, vecchia storia. Nonostante tutto. Anche a Singapore.