21 novembre 2019
Aggiornato 14:00

«Il nuovo Valentino Rossi? Doveva essere Marco Simoncelli»

Uno sguardo dietro le quinte della VR46 Academy e alle radici della scuola di moto del Dottore: «Iniziò tutto con il Sic, che per lui era come un fratello – racconta il suo braccio destro Alberto Tebaldi – Poi abbiamo coinvolto gli altri»

Valentino Rossi con Alberto Tebaldi e gli altri suoi collaboratori
Valentino Rossi con Alberto Tebaldi e gli altri suoi collaboratori Yamaha

ROMA – A vederlo in pista, lottare per la vittoria contro ragazzini che hanno quattordici anni, a volte quasi ci si dimentica della sua età. Eppure Valentino Rossi di primavere ne ha ormai compiute già 37. E anche se il richiamo dell'anagrafe non sembra averlo per nulla rallentato, la logica vuole che il Dottore sia ormai avviato verso l'ultima fase della sua carriera, che il contratto biennale firmato solo pochi mesi fa con la Yamaha sarà probabilmente l'ultimo come pilota MotoGP. Occorre dunque porsi il problema di cosa accadrà dopo: a lui, ma anche all'intero movimento del motociclismo italiano, che da decenni si giova del suo ruolo come leader assoluto. C'è una soluzione che risponde ad entrambe le questioni: la VR46 Riders Academy. Rossi, infatti, ha sempre sostenuto che il suo futuro non lo vede tanto in qualche altra categoria, o sulla poltrona di team manager, bensì come talent scout. E il suo successore, insomma, è ben intenzionato a scoprirlo da solo.

Tutto cominciò con Marco Simoncelli
Per questo, alcune stagioni orsono, ha fondato la sua scuola. Per formare la nuova generazione di giovani talenti tricolori alla guida in pista nel Motomondiale, ma anche alla vita del campione. Proprio l'Academy è finita sotto la lente d'ingrandimento della serie The Doctor, la web series realizzata dallo sponsor Monster per raccontare la storia di Valentino vista dietro le quinte. A parlarne sono stati i suoi principali collaboratori, quelli che seguono le sue numerose attività lontano dai circuiti. E proprio il suo braccio destro Alberto Tebaldi ha rivelato in proposito un retroscena inedito quanto commovente: «Tutto è iniziato dal rapporto di amicizia che è nato con questi ragazzi – racconta – Vale ci ha chiesto di trasformarlo in qualcosa di più professionale. Prima si era aperto solo con Marco Simoncelli, che per lui era come un fratello. Poi ha deciso di farlo anche a questi ragazzi». Insomma, il suo successore Valentino l'aveva già scelto, tanto da immaginare di fatto l'embrione dell'Academy proprio per lui: Marco Simoncelli. E chissà cosa sarebbe potuto essere.

Generazione di fenomeni
Poi, dopo la tragedia del Sic, Rossi ha deciso di non abortire questo progetto, ma di guardarsi intorno. «È nato tutto quasi per gioco, ma oggi è una organizzazione pazzesca – prosegue il suo migliore amico Alessio 'Uccio' Salucci – Cerchiamo di trasmettere ai ragazzini ciò che Vale ci ha insegnato in questi 20 anni di Mondiale: tanto lavoro, impegno, passione. Spero che almeno uno diventi non come Valentino, che è impossibile, ma perlomeno un quarto. Sarebbe sufficiente». E di ragazzi ora l'Academy ne conta tantissimi: da suo fratello minore Luca Marini («L'Academy è qualcosa di unico nel mondo della moto») a Lorenzo Baldassarri («Far parte della Academy è una grande opportunità. Vale è il nostro maestro. Chi meglio di lui?») che già militano in Moto2 con il team Forward, fino ai giovanissimi della Moto3, come Franco Morbidelli («È molto stimolante lavorare con lui») e Niccolò Antonelli («Il nostro è uno sport individuale, ma è come se fossimo una squadra»). Forse, proprio tra di loro, si nasconde il Valentino Rossi del futuro.