28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
La versione dello staff del campione maiorchino

Il coach di Jorge Lorenzo: «Valentino Rossi più forte? Merito dello stile di guida»

L'ex pilota Wilco Zeelenberg, oggi team manager di Por Fuera, spiega i motivi per i quali il suo pupillo è apparso così lento negli ultimi GP: «Non aggredisce abbastanza le gomme, così non le fa rendere. Al contrario del Dottore»

Wilco Zeelenberg con il suo pilota Jorge Lorenzo e gli altri uomini del team
Wilco Zeelenberg con il suo pilota Jorge Lorenzo e gli altri uomini del team Yamaha

ROMA – Un Jorge Lorenzo così lento non lo avevamo mai visto. Lontano dalle prime posizioni per tre Gran Premi di fila, tanto da perdere 38 punti rispetto al leader del campionato nello spazio di due gare, pur senza essere caduto. Semplicemente, quando le condizioni di pista sono virate al freddo o, addirittura, al bagnato, Por Fuera ha perso la fiducia nella sua Yamaha e in particolare nelle gomme Michelin, che non è riuscito a portare alle sue consuete prestazioni. D'altra parte, il campione maiorchino non ha cercato scuse. Lui per primo ha riconosciuto sinceramente i limiti emersi nell'ultima parte del campionato, anche confidandosi con i suoi più stretti collaboratori. A partire da Wilco Zeelenberg, l'ex pilota che ora gli fa da team manager: «Jorge è un cinque volte campione del mondo, ma al momento sta avendo grossi problemi di fiducia – ammette al sito specializzato inglese Crash – Non si vergogna a dirlo, non cerca scuse, e anche questa è una dote da campione. Ha detto chiaramente: 'Non ho il giusto feeling, se spingo di più cado'. E l'ultima cosa che un pilota vuole è farsi male a metà stagione. Alla fine, però, Jorge è caduto tre volte nell'ultimo weekend di gara, perciò nessuno può dire che non ci stia provando».

Lorenzo in difficoltà nell'ultimo GP di Germania
Lorenzo in difficoltà nell'ultimo GP di Germania (Yamaha)

La velocità di Valentino Rossi...
Una situazione diametralmente opposta a quella che sta vivendo il suo compagno di squadra Valentino Rossi. Che, al contrario, è apparso veloce e competitivo su tutte le piste, ma ha commesso troppi errori, al punto da ritrovarsi alle sue spalle in classifica di campionato. «Vale ha disputato una grande gara ad Assen, pur essendo scivolato – analizza Zeelenberg – e anche al Sachsenring, in condizioni di pioggia, avrebbe rubato molti punti a Marc e Jorge, perciò non possiamo dire che il pacchetto sia completamente sbagliato. Ma il pilota ha bisogno di fiducia. Vale, con il suo stile di guida, ci sta riuscendo, mentre Jorge non è in grado di ottenere lo stesso feeling. Lui guida in modo più pulito, non carica le gomme quanto gli altri, sfrutta l'aderenza ma senza spingere molto gli pneumatici per farli lavorare. Da un lato questo è molto positivo, ma in alcune circostanze bisogna aggredire le gomme. Anche quello che ha fatto Marc in Germania, sotto la pioggia con le gomme slick, penso che nessun altro pilota sarebbe riuscito a farlo: far salire così tanto la temperatura delle gomme da far funzionare le slick anche in condizioni di asfalto umido. Ora è facile dire 'Jorge ha cambiato moto troppo tardi rispetto a Marc', ma loro non hanno lo stesso stile di guida. Marc voleva recuperare terreno passando prima alle slick e ci è riuscito molto bene».

...e l'intelligenza di Marc Marquez
Dei tre piloti in lotta per il Mondiale, dunque, secondo il coach di Jorge Lorenzo proprio Marc Marquez è ad oggi più in palla: «Sembra che Marc finora sia stato il più intelligente – sostiene – Anche lui è caduto molte volte, ma sempre al momento giusto. Questa è una stagione strana, non si può dire che ci sia un pilota molto più forte degli altri. Marc ha 48 punti di vantaggio, ma guardando indietro ci sono state gare in cui ha faticato ed è stato frustrato per un lungo periodo. Questo inverno la Honda era nel panico e i piloti dicevano 'Siamo molto lontani dalla Yamaha'. Ma non penso che ci sia mai stata tutta questa differenza. Marc ha tratto vantaggio quando ha potuto e questo ci è costato molti punti, ma mancano ancora molte gare e può succedere di tutto».