20 novembre 2019
Aggiornato 17:30

Il ritorno di Szczesny alla Roma inguaia Galliani

Niente da fare per il passaggio di Diego Lopez in giallorosso. E adesso Galliani sarà costretto a fare i salti mortali per liberarsi dell’ingaggio dello spagnolo, diventato il terzo portiere più pagato al mondo. Ennesima conseguenza della sconsiderata politica dei parametri zero.

MILANO - E adesso la situazione di fa davvero complicata per Adriano Galliani, alle prese con uno dei più fastidiosi ed opprimenti problemi dovuti affrontare negli ultimi anni di scelleratezze a parametro zero: come e dove piazzare il terzo portiere rossonero Diego Lopez.
La speranza di liberarsi del gravoso ingaggio del portiere spagnolo, 2,5 milioni di euro netti per altri due anni, praticamente altri 10 milioni sul groppone del Milan, è evaporata in un torrido pomeriggio di fine luglio, quando è arrivata la conferma pressoché definitiva dell’accordo tra Roma e Arsenal per il ritorno dell’estremo difensore polacco Wojciech Szczesny in giallorosso.

Niente Roma
Negli ultimi giorni, preso atto delle difficoltà per far tornare il portiere tanto gradito a Luciano Spalletti, Walter Sabatini aveva ripreso il dialogo con l’amico Galliani per poter ottenere a titolo gratuito Diego Lopez. Ipotesi accolta dall’ad rossonero con un sorriso da orecchio a orecchio, finalmente sollevato all’idea di liberarsi dall’impaccio di dover sostenere agli occhi della nuova dirigenza cinese un’operazione tanto scombiccherata. Ricordiamo che l’ex Real Madrid è stato prelevato a parametro zero due anni fa, lusingato da un ricco quadriennale, oggettivamente una follia visto che già allora Diego Lopez sfiorava le 33 primavere. 

Chelsea ultima speranza
Ora, a 35 anni, con il disdicevole primato di terzo portiere più pagato del mondo e sfumata l’ipotesi giallorossa, il portiere spagnolo è alla ricerca di sistemazione. L’ultima speranza è il Chelsea di Antonio Conte, ma la conferma di Asmir Begovic a Stamford Bridge complica e non poco i piani di Galliani.
Assurdo che un club costretto praticamente all’indigenza da una proprietà sconsiderata, sia costretto ancora a versare emolumenti da fuoriclasse ad un vecchio campione ormai sul viale del tramonto. Ma questo è il marchio di fabbrica di Adriano Galliani. Fin quando ci sarà lui al comando dell’area tecnica è inutile sperare in strategie diverse.