31 luglio 2021
Aggiornato 04:30
La Rossa tocca il fondo nel GP di Gran Bretagna

Vettel, non è solo «una giornata no». Raikkonen: «Ecco cosa ci manca»

Quinto e nono posto al traguardo: a Silverstone per la Ferrari arriva il peggior risultato dell'anno. Seb prova a minimizzare, ma la realtà emerge netta dalle parole di Kimi: «La macchina non ha abbastanza carico aerodinamico»

Sebastian Vettel taglia il traguardo a Silverstone
Sebastian Vettel taglia il traguardo a Silverstone Ferrari

SILVERSTONE – Che il weekend di gara di Sebastian Vettel si fosse messo in salita (pure stavolta) lo si è capito fin dal sabato. Quando, per l'ennesima volta, un guasto ha costretto la Scuderia a sostituire il cambio sulla sua SF16-H, con annesse cinque piazzole di penalità sulla griglia di partenza. Il team ci ha anche provato a fargli recuperare le posizioni perdute, sfruttando la strategia: il pilota tedesco ha infatti anticipato tutto il gruppo rientrando ai box per primo per montare le gomme slick, quando la pista si stava asciugando dopo l'acquazzone sceso subito prima del via. «La decisione era giusta, la squadra ha reagito bene e abbiamo cambiato pneumatici in tempo», sostiene Vettel. Peccato che solo qualche curva più tardi, precisamente alla Abbey, il quattro volte campione del mondo è finito su una delle poche residue chiazze di bagnato ed è andato in testacoda. Un errore veniale, capitato anche a molti altri piloti nel corso della gara, ma dalle conseguenze pesanti: «Lì ho perso molto tempo e tutto il vantaggio che avrei potuto guadagnare grazie alla strategia – prosegue – Da lì in poi è stato difficile superare e rimontare».

Acqua sul fuoco
E perfino quando, sfoderando tutta la sua grinta, Seb è riuscito a superare Felipe Massa, i commissari gli hanno inflitto altri cinque secondi di penalità per aver spinto fuori pista l'ex ferrarista. Oltre al danno, la beffa: «Non penso fosse necessario punirmi – si difende – Non l'ho fatto apposta, sono finito anche io fuori pista perché non avevo aderenza. Ogni volta in cui provavo a buttarmi all'interno, perdevo il posteriore. Ovviamente dal suo punto di vista sembra che io lo abbia spinto fuori, ma non potevo andare da nessun'altra parte». Alla fine, Vettel si è dovuto accontentare del nono posto finale: di gran lunga il peggior risultato dell'anno (ritiri a parte), che lo fa scivolare dal terzo al quinto posto in classifica piloti. «Non era la nostra giornata, non eravamo abbastanza veloci non dico per lottare con le Mercedes, ma nemmeno con le Red Bull – chiosa – Ma non c'è motivo per andare nel panico o buttare tutto sottosopra. Ogni gara è diversa e in Ungheria sarà un'altra storia». Senz'altro ammirevole il suo tentativo di tenere alto il morale, da vero uomo squadra. Ma minimizzare i guai sempre più gravi della Ferrari riducendoli a una semplice «giornata storta» è sempre più difficile da sostenere.

Problemi di aerodinamica
L'analisi del suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, infatti, è più pessimistica, ma anche più realistica. «Ci manca carico aerodinamico – confessa Iceman – Su un circuito come questo, per giunta con condizioni meteo variabili e con il vento, questa mancanza è molto penalizzante. Ma il carico ci serve su qualsiasi pista, altrimenti non riusciremo a lottare. Ci sono anche altre aree su cui dobbiamo migliorare, ma sono sicuro che se avessimo il carico di qualche altra macchina che ci sta davanti la storia sarebbe completamente diversa. Questo è il nostro problema principale». Il finlandese, alla fine, ha chiuso quinto, distante anni luce dalle Mercedes e dalle Red Bull. E costretto a lottare con la Force India di Sergio Perez, fino a questo weekend in lizza per sostituirlo, verso il quale si è preso una bella rivincita con un sorpasso di carattere. Ma questa, in fondo, è una soddisfazione che conta poco: «Tutto il weekend è stato difficile. Non potevamo fare meglio di così». Un'ammissione fredda, secca e lucida come solo Kimi sa essere. Che suona tanto come una resa.