21 agosto 2019
Aggiornato 01:00

In Cile sicuri: Pellegrini nuovo tecnico del Milan

Si infittisce il mistero sulla nuova guida tecnica rossonera per la prossima stagione. Sfumata la pista che portava a Emery, restano in piedi le alternative italiane rappresentate da Brocchi e Giampaolo, ma dal Cile rilanciano: «Pellegrini nuovo allenatore del Milan».

MILANO - Continuano a rincorrersi le voci sul possibile tecnico del Milan per la prossima stagione. In prima fila c’è ancora Cristian Brocchi, se non altro perché è l’allenatore ancora in carica. Alle sue spalle però continuano a farsi largo a gomitate fantasmi di allenatori di ogni ordine e grado. 

Nella giornata di ieri siamo stati costretti - a malincuore - a depennare dalla lista dei papabili l’unico vero nome buono per la rifondazione rossonera, Unai Emery. Il tecnico andaluso, pur voluto fortemente dai nuovi acquirenti cinesi e bloccato da Galliani, è stato oggetto nelle ultime ore della corte spietata del Paris Saint Germain che sembra aver fatto breccia nelle convinzioni di mister Europa League, cancellandolo di fatto dal taccuino dell’ad di Casa Milan.

Le alternative italiane

Dando per buona la doppia chance italica, rappresentata dall’usato sicuro Brocchi e dall’ex allenatore dell’Empoli Marco Giampaolo - prima bloccato, poi lasciato libero, poi di nuovo contattato - le cronache del mercato lasciano filtrare un raggio di sole caldo su un’altra trattativa di cui si era parlato nelle scorse settimane: l’approdo di Manuel Pellegrini sulla panchina del Milan.

La soffiata dal Cile

L’allenatore/ingegnere, rimasto libero dopo la conclusione del suo accordo con il Manchester City, è ancora a spasso ma secondo il portale cileno emol.com avrebbe addirittura già un accordo di massima con il club rossonero per la prossima stagione. Opzione suggestiva ma complicata per più di una ragione. Innanzitutto il compenso spropositato richiesto dal manager di Santiago del Cile (Pellegrini non si muoverebbe per un contratto pluriennale inferiore a 6 milioni di euro netti a stagione) e poi la conditio sine qua non che attualmente blocca tutto il mercato rossonero: il passaggio di proprietà dalla Fininvest alla cordata asiatica guidata da Sal Galatioto.

Considerati gli sbalzi di umore del presidente Berlusconi è più facile pensare ad una conferma di Brocchi sulla panchina del Milan, ma fino al 20 giugno è lecito attendersi sorprese.