19 agosto 2019
Aggiornato 15:30

Rami sul Milan: "Trovo assurdo che sia così in basso"

L'ex difensore rossonero, fresco vincitore della Coppa Uefa col Siviglia, torna a parlare della sua vecchia squadra che, al contrario degli spagnoli, è sempre più in crisi

BASILEA - Nella notte svizzera che ha incoronato il Siviglia per la terza volta consecutiva (quinta in totale) in Coppa Uefa c'è anche Adil Rami, difensore francese che per due anni è stato calciatore del Milan e che proprio nella serata in cui ha festeggiato il trofeo conquistato a spese del Liverpool, ha speso qualche parola anche per il suo ex club: "Sono felicissimo stasera - ha detto un raggiante Rami subito prima di alzare il trofeo - perchè non pensavo di vincere al primo anno qui a Siviglia. Ho lasciato il Milan l'anno scorso perchè non mi sentivo al centro del progetto, Inzaghi mi aveva emarginato e non aveva creduto in me. Seguo sempre con affetto i rossoneri, ho lasciato lì tanti amici, primo fra tutti Mexes e mi dispiace moltissimo constatare che la mia vecchia squadra versi in condizioni così misere; proprio il Milan che ha una storia e un blasone unici e che dovrebbe partecipare alla Coppa dei Campioni ogni anno, proprio quel Milan oggi non riesce a tornare in Europa; è assurdo e non capisco davvero da dove sia iniziata questa crisi e come mai non riesca a risolversi». E' curioso che proprio un ex calciatore del Milan non riesca a capire da cosa derivi il fallimento tecnico della formazione milanese, ma è probabile che Rami abbia parlato col cuore in mano, senza gettare in cattiva luce una società che lo ha rilanciato, pur senza potergli garantire vittorie e gloria, al contrario di un Siviglia sempre più affermato a livello europeo. Adil Rami, un difensore forte fisicamente, tenace, bravo anche in zona gol, un lusso che il mediocre Milan attuale non poteva più permettersi. Per quanto riguarda l'inizio della crisi milanista, beh, il responsabile è noto a tutti: Silvio Berlusconi. La gestione societaria del Milan dal 2012 ad oggi è stata così scellerata e raffazzonata da condurre in meno di un lustro i rossoneri dall'apice europeo alla mancata qualificazione anche alla Coppa Uefa; urge un cambio ai vertici, un cambio immediato che restituisca linfa e vigore ad un club in crisi irreversibile. Aspettare l'estate per cambiare proprietà potrebbe essere troppo tardi.