21 settembre 2019
Aggiornato 23:00

Prost: «Ferrari attenta, hai troppa pressione»

Il quattro volte campione del mondo di F1, già portacolori della Rossa e storico compagno-rivale di Ayrton Senna, commenta il Gran Premio di Spagna e i rapporti di forza nel Mondiale: «Il Cavallino rischia. Ma pure la Mercedes...»

Kimi Raikkonen in azione nel Gran Premio di Spagna
Kimi Raikkonen in azione nel Gran Premio di Spagna Ferrari

BARCELLONA – Non è proprio come il debutto di Max Verstappen, che nel Gran Premio di Spagna ha vissuto la sua prima gara in un top team e contestualmente anche la sua prima vittoria. Ma anche Alain Prost, dall'alto dei suoi 61 anni e dei quattro Mondiali di Formula 1 vinti in carriera, questo weekend ha fatto il suo piccolo debutto: quello come opinionista della televisione britannica. Un'altra esperienza nel mondo dei motori per il Professore, un uomo che le ha viste proprio tutte: come pilota prima, come team manager poi (diresse una sua scuderia in F1 e oggi tra le monoposto elettriche della Formula E), nonché come testimonial della Renault. Eppure, dopo tanti anni di vita e dopo tante stagioni di corse, non sembra avere perso un briciolo della sua passione e del suo entusiasmo. Tanto che, quando lo incontriamo nel paddock di Barcellona, sorride a trentadue denti per la corsa a cui ha appena assistito.

Monsieur Prost, che opinione si è fatto di Max Verstappen, che a Barcellona ha vinto il suo primo Gran Premio a 18 anni? C'è chi già lo paragona a Schumacher, chi a Vettel...
Ogni campione è diverso, e sono diverse le epoche, quindi non si possono paragonare. Ma Max mi colpì già l'anno scorso, quando partecipò ad un evento promozionale della Red Bull in Austria: mi sembrò maturo, calmo e forte. Vi ricordate l'anno scorso, quando fu vittima di un incidente a Montecarlo? Il modo in cui reagì sotto pressione, il modo in cui rispondeva alle domande... E aveva appena 17 anni. Forse Schumacher era più arrogante. In questo weekend aveva sulle sue spalle una pressione positiva: Ricciardo e Kvyat avevano tutto da perdere, lui niente. E ha disputato una gara perfetta, senza commettere errori. Impressionante, specialmente negli ultimi giri con le gomme usurate.

Anche lei era ritenuto un pilota molto calmo. Era come Verstappen a 18 anni?
Ai miei tempi, a quell'età non si poteva correre: bisognava avere la patente da almeno un anno. Quindi ho iniziato a guidare macchine da corsa a 19 anni. A 18 guidavo i go kart e non ero così calmo. Ma i go kart sono diversi. Credo che nemmeno Max fosse calmo sui go kart.

Ma il fatto che sia diventato il più giovane vincitore della storia significa che è un fenomeno o che le macchine di Formula 1 sono diventate più facili da guidare rispetto a una volta?
Sicuramente le macchine sono più facile da guidare che ai miei tempi. Ma i piloti iniziano anche a correre molto presto: Max ha disputato la sua prima gara in go kart a otto anni. Così si iniziano a costruire prima la loro esperienza, la capacità di gestione della macchina e dell'intero sistema. Fa una grossa differenza.

E la Ferrari? Dopo aver perso questa grande chance di vittoria, può ancora ambire a sfidare la Mercedes? O, come ai tempi in cui ci corse lei, è vittima di un'eterna instabilità?
Per me, a Barcellona, se la Mercedes non si fosse ritirata avrebbe dominato in modo ancora più netto. Questa è una pista in cui erano imbattibili. E la Ferrari, invece, non è riuscita a battere neanche la Red Bull. Normalmente sono sempre stati la seconda forza del Mondiale, ma con l'evoluzione del motore Renault che è in arrivo questa settimana per loro sarà ancora più difficile. Non dovrebbero subire la pressione, ma sembra che in molti gliene stiano mettendo parecchia sulle spalle. E questo non è mai un fatto positivo.

Come giudica l'incidente al primo giro tra i due piloti della Mercedes?
Ho visto Rosberg uscire male dalla curva 3. Non so cosa gli sia successo, ma la velocità non c'era e questo è un dato di fatto. Dal suo punto di vista, voleva difendere la sua posizione, per questo si è spostato un po' troppo a destra: ma le regole lo permettono, e anche questo è un dato di fatto. Lewis ha visto la differenza di velocità e ha deciso di provarci. Ma quella differenza di velocità era così grande che, nel momento in cui ha preso la decisione, era ormai troppo tardi, aveva già una ruota sull'erba. Per me è stato un incidente di gara.

Quando lei era compagno di squadra di Ayrton Senna, cose del genere ne successero...
Cose del genere succedono quando si lascia i propri piloti correre liberamente l'uno contro l'altro, come fa la Mercedes oggi e come faceva la McLaren ai miei tempi. Finché si dominano i Gran Premi, tutto bene. Ma quando questi episodi si ripetono una, due, tre volte, allora sicuramente il team interverrà dicendo: «Tu sei il pilota numero uno e tu il numero due». Perché non vogliono perdere il campionato del mondo, e questo è normale. In questo caso, si tratta del primo incidente in tre anni di convivenza tra Hamilton e Rosberg, perciò facciamo attenzione a non sopravvalutarlo. Ma, siccome le conseguenze possono essere gravissime, la decisione della Mercedes sulla gestione dei due piloti è molto delicata. Specialmente prima di una gara come Montecarlo e con una Red Bull che sta recuperando.