11 dicembre 2019
Aggiornato 18:00

Marani sul Milan: “Non può bastare il ritorno di Ibrahimovic per rialzarsi”

Il vicedirettore di Sky Sport analizza la precaria situazione dei rossoneri, difficilmente in grado di tornare grandi anche con l’eventuale acquisto dello svedese

MILANO - Ibrahimovic torna, anzi no è solo una suggestione, forse però c’è uno spiraglio, magari se fa un sacrificio….Intorno allo svedese e al Milan, insomma, si stanno ripresentando le stesse chiacchiere dell’anno scorso, si potrebbe fare un semplice copia-incolla degli articoli e delle dichiarazioni di un anno fa e nessuno se ne accorgerebbe. Ma quanto c’è di vero circa l’effettiva trattativa che potrebbe riportare il più grande campione della storia rossonera a indossare nuovamente la casacca milanista? E’ difficile dirlo, perché dal clan di Ibrahimovic qualcosa si è mosso in direzione Milanello, ma non abbastanza per far sì che l’affare diventi più semplice di quanto non sia: l’asso scandinavo non chiude le porte al Milan, ma vuole garanzie, economiche e tecniche, i rossoneri ad oggi non possono garantire né l’una e né l’altra cosa, potendo far leva solo su un contratto più lungo delle altre pretendenti (due o tre anni) e sulla posizione geografica, perché Milano, si sa, è la città preferita da Ibrahimovic e dalla sua famiglia. Secondo Matteo Marani, vicedirettore di Sky Sport ed ex direttore del Guerin Sportivo, il ritorno di Ibrahimovic al Milan è possibile ma non cambierebbe completamente la disastrosa situazione dei rossoneri: «Secondo me Ibrahimovic potrebbe davvero tornare al Milan - afferma il giornalista - e potrebbe essere l’ultimo regalo di Berlusconi ai rossoneri come presidente. Ma il Milan non può pensare che un calciatore di 35 anni, seppur uno dei migliori al mondo, possa risollevare da solo e tutto d’un colpo le sorti di una squadra in crisi; certo, aiuterebbe moltissimo la formazione milanese, ma ci vuole un progetto più ad ampio raggio per tornare grandi». In un momento di totale sbandamento con la nave milanista alla deriva, Ibrahimovic riporterebbe quantomeno personalità, leadership e voglia di vincere ad un gruppo spento; ed è poi una questione etica: lo svedese è stato ceduto nel 2012 dopo una serie di menzogne da parte della società verso i tifosi, riportarlo oggi a Milano potrebbe essere un parziali risarcimento alla gente dopo quattro anni di umiliazioni.