28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Un nuovo scontro tra i compagni Yamaha

Valentino: «Qui il pilota da battere è Lorenzo»

«Jorge va fortissimo», ammette il Dottore. E infatti il maiorchino domina entrambi i turni di prove libere del venerdì, imprendibile specialmente nell'ultimo intermedio. Ma Rossi non ha ancora montato le gomme nuove...

Valentino Rossi in pista nelle prove libere a Jerez
Valentino Rossi in pista nelle prove libere a Jerez Michelin

JEREZ DE LA FRONTERA – A guardare i cronometri, sembrerebbe che non ci sia (quasi) storia. Jorge Lorenzo è il più veloce in entrambe le sessioni di prove libere del venerdì, nella seconda in particolare addirittura di sette decimi su Valentino Rossi, solo quinto. Ma limitarsi ai puri risultati rischia spesso di essere un esercizio fuorviante, soprattutto al primo giorno del weekend. E infatti, a microfoni accesi, è lo stesso leader di giornata a gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi. «Stamattina ho avuto problemi di assetto e di elettronica, poi sul finale ho montato gomme nuove e sono stato il più veloce, ma era una posizione non realistica – ammette Por Fuera – Nel pomeriggio sono stato tra i migliori sia con pneumatici nuovi che usati: ho un buon feeling e un buon passo, ma è difficile analizzare la situazione, perché tutti i piloti hanno messo in atto strategie diverse nell'uso delle gomme». A partire dal Dottore, appunto: «Per tutto il giorno non ho mai cambiato gomme – svela il campione di Tavullia – Ho cercato di comprendere quale fosse il mio passo con pneumatici usati per 15-20 giri, su una pista dove il degrado è alto. E il passo è buono, così come il mio feeling. Sono partito fin da subito con una base di assetto competitiva, al contrario dell'anno scorso quando facevo più fatica a trovare il giusto bilanciamento».

Jorge Lorenzo in azione in Spagna
Jorge Lorenzo in azione in Spagna (Michelin)

Il vantaggio di Lorenzo
Dunque, al netto delle gomme nuove o usate, il distacco virtuale tra i compagni-rivali della Yamaha si riduce parecchio. Ancor più se si tengono in considerazione i diversi programmi di prove seguiti dai due: Lorenzo ha portato in pista alcune novità sulla moto, la più importante al serbatoio, mentre Valentino ha fatto il lavoro sporco di sgrossatura degli assetti (alla faccia delle accuse mossegli da Jorge, secondo cui gli avrebbe copiato la messa a punto nelle gare scorse). In ogni caso, è lo stesso Valentino a confessare senza remore che «i piloti da battere, come sempre, sono Lorenzo e Marquez. La Honda non l'ho mai svalutata, ha punti di forza e debolezza diversi dai nostri ma è super-competitiva. Secondo me le due moto si possono giocare la vittoria ad armi pari. E Jorge qui va fortissimo». Specialmente nell'ultimo intermedio, dove da anni il maiorchino riesce a guadagnare molto terreno sui suoi avversari. Il suo segreto? «Ci sono due curve veloci a destra da quarta marcia – racconta Lorenzo – che premiano il mio talento naturale, mentre nelle pieghe medio-lente non faccio altrettanto la differenza».

Rossi prima di salire sulla sua Yamaha M1
Rossi prima di salire sulla sua Yamaha M1 (Michelin)

Gara di casa
E poi, per così dire, c'è il fattore campo. Come dimostra il fatto che Valentino è l'unico italiano ad inserirsi nel plotone dei padroni di casa: oltre a Lorenzo primo e Marquez secondo, ci sono Aleix Espargaro terzo, Hector Barbera quarto e Maverick Vinales quinto. «Jerez per gli spagnoli è come il Mugello per gli italiani – conclude Rossi – Una pista bellissima, dove molti di loro sono cresciuti, hanno tanti tifosi a sostenerli e una motivazione extra. Domani posso essere più veloce di Espargaro e Barbera, che penso abbiano montato gomme nuove: il mio obiettivo è restare con Lorenzo e Marquez». E anche questa non è una novità.

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