28 settembre 2020
Aggiornato 01:30
Calcio - Serie A

Mihajlovic nega le voci di divorzio: «Stiamo costruendo il futuro del Milan»

Intervenuto ai microfoni di Milan Channel Mihajlovic nega le voci di una rottura definitiva: «Non c’è club migliore del Milan, qui costruiamo il futuro rossonero». Ma la sensazione forte è che si tratti di una pace momentanea solo per non distrarre la squadra da qui alla fine della stagione.

MILANO - Era comprensibile che dopo il tornado di voci abbattutosi su Milanello nella nottata riguardo un possibile addio di Mihajlovic al Milan arrivasse una smentita corposa, dettagliata, incisiva proprio attraverso il canale ufficiale del club. E così è stato. Costretto a parlare quando probabilmente avrebbe fatto volentieri altro, il tecnico serbo ha vuotato il sacco e ha raccontato al mondo del calcio la versione di Sinisa: «È giusto dire le cose come stanno - le parole dell’allenatore rossonero a Milan Channel -. Io ci tengo a precisare che ieri non ho parlato con nessuno. Ho un contratto con il Milan e penso si stiano costruendo le basi per i futuri successi, di cui vorrei fortemente fare parte. E vorrei raggiungerli alla guida di questo club. Mi dispiace che basti una sconfitta negli ultimi due mesi per cambiare tutto e per tornare a parlare del mio futuro, si passa da un estremo all'altro. Io la squadra siamo concentrati sul Chievo Verona e sulla finale di Coppa Italia, queste sono voci prive di fondamento».

Dove si sta meglio che al Milan?
Ma non è finita qui perché partendo da una domanda chissà quanto retorica, Mihajlovic ha espresso tutta la sua ammirazione per quello che una volta era il club più titolato al mondo: «Dove si sta meglio che al Milan? Certo, ci possono essere problemi, ma questo succede dappertutto. Sono molto contento e non finirò mai di ringraziare il presidente e Galliani per l'opportunità che mi è stata concessa di sedere sulla panchina del Milan».

Rapporto tra Berlusconi e Miha incrinato
La domanda che però tutti tifosi rossoneri si pongono riguarda il futuro: come si fa a portare avanti un rapporto - quello tra Berlusconi e Mihajlovic - quando è fin troppo evidente che non si va d’accordo? La posizione del tecnico è chiara: «Io vado avanti a testa alta, con convinzione ed orgoglio, portando avanti il mio lavoro. Mi dispiace solo che basti una sconfitta in due mesi per riaprire certe questioni sul mio futuro, ma ci sono abituato. Io in questo mondo ho solo due cose: le palle e la parola e le ho sempre mantenute entrambe». 

L’addio a giugno
Un'intervista ricca di contenuti che, almeno per il momento, mette la parola fine sulla vicenda, ma è indubbio che qualcosa tra Arcore e Milanello si sia incrinato definitivamente e il fatto che la notizia shock diffusa in serata di una rottura definitiva tra Mihajlovic e il Milan non abbia sorpreso nessuno è il termometro di quanto la pace dichiarata dall’allenatore sia instabile e comunque solo temporanea. Più che altro una condizione necessaria per consentire alla squadra di arrivare a fine stagione senza ulteriori distrazioni.
Ma il destino di Mihajlovic (probabilmente a Roma, sponda Lazio) e di Di Francesco (sulla panchina del Milan) sembra ormai segnato.