28 settembre 2020
Aggiornato 17:30
Ultime schermaglie prima del via

Rossi-Lorenzo, domani è il giorno della verità

Oggi i due campioni Yamaha si sono nascosti, facendo il «lavoro sporco» e concentrandosi sulle prove di durata. Solo tra ventiquattr'ore, nell'ultima giornata di test pre-campionato in Qatar, scopriremo la loro reale velocità

LOSAIL – Anche per i grandi predatori arriva il momento di nascondersi. Di mimetizzarsi nel fitto della savana, in paziente attesa della resa dei conti decisiva. Di quel fatidico momento in cui il gioco si fa duro e in cui, come recita un proverbio fin troppo abusato, i duri cominciano a giocare. È quanto hanno fatto oggi Jorge Lorenzo e Valentino Rossi: emersi fin qui come i piloti da battere in questo Mondiale di MotoGP che si appresta a cominciare, nel giovedì di Losail, la penultima giornata di test invernali, si sono improvvisamente allontanati dalle prime posizioni in classifica; terzo Por Fuera, addirittura ottavo il Dottore. Eppure, dietro a questa caduta degli dei (solo apparente, si badi bene) non ci sono solo le immancabili regole di prudenza che impone la pretattica, ma anche una ragione tecnica ben precisa, sufficiente a spiegare il decimo di distacco dalla vetta accusato dal campione del mondo in carica e il mezzo secondo del suo compagno di squadra: «Il problema più grande è che tutti i piloti avevano pochi treni di gomme a disposizione – spiega Vale – e dunque abbiamo preferito conservarci quelle buone per l'ultima giornata di domani».

Prove di lunga durata
Solo tra ventiquattr'ore, nell'ultima e attesissima sessione di prove pre-campionato, quando entrambi si saranno giocati tutte le loro cartucce, potremo dunque trarre le conclusioni definitive sullo stato di forma dei due campioni. Oggi, intanto, i due hanno preferito concentrarsi su quello che lo stesso nove volte iridato definisce il «lavoro sporco». Almeno altrettanto importante, nella preparazione della stagione, quanto il tempo sul giro secco. «Ci siamo concentrati sul passo gara – prosegue Rossi – abbiamo provato tante soluzioni, con due moto diverse, ed è stata una buona giornata. Ci manca ancora qualche decimo, specialmente per i problemi di aderenza al posteriore che avevamo già accusato l'anno scorso su questa pista, ma posso ancora migliorare. Il vero potenziale lo capiremo solo domani, sarà una giornata importante». Praticamente speculare è l'analisi del suo compagno-rivale maiorchino: «Era difficile uguagliare il tempo di ieri – racconta – perché la pista aveva meno aderenza ed era più scivolosa in alcune curve. Sono un po' meno soddisfatto, ma in compenso ho fatto più giri consecutivi e ho completato una mezza simulazione di gara, anche se con una gomma troppo morbida, che è stata importante per capire quanto sia diventata più fisica la moto con i nuovi regolamenti».

Orgia Ducati, Honda a bocca asciutta
Assenti dalla tenzone i due piloti più temuti, nelle prime posizioni si sono dunque potute scatenare la Suzuki di Maverick Vinales, primo, e le Ducati ufficiali e non, con Iannone secondo (nonostante uno stop anticipato per un problema tecnico), Redding quarto, Barbera quinto e Dovizioso sesto. «Abbiamo fatto un altro passo avanti rispetto a ieri, dobbiamo continuare a migliorare la moto e penso che ci possiamo riuscire», sorride il Maniaco. «Finalmente ho ritrovato quel feeling che avevo perso sul finale della scorsa stagione – è soddisfatto anche Dovi – Abbiamo impostato i test a piccoli passi e ora sono contento, ho confermato le buone sensazioni che avevo raccolto a Phillip Island». Manca all'appello solo la Honda, che con Pedrosa settimo e Marquez nono sembra proprio aver spento la luce. «Oggi non sono per niente fiducioso – confessa il due volte campione del mondo – Con le gomme Michelin dovrei cambiare il mio stile di guida, essere più pulito in curva, ma continua a mancarci trazione e non ci riesco. E quando ho provato ad arrivare al limite in staccata sono caduto. Questo rischia di essere uno dei Gran Premi peggiori dell'anno per noi». «Non siamo dove volevamo – gli fa eco Dani – Facciamo fatica in tutte le piste e possiamo solo sperare di migliorare passo dopo passo». Non sono bastate nemmeno le vistose alette che ha montato a fine sessione, insomma, a far volare la sua moto.