22 settembre 2020
Aggiornato 13:30
L'intervista a Sky Sport

Compagnoni: «Roma molto più forte del Milan per il terzo posto»

Il noto telecronista spegne molti dei sogni rossoneri di raggiungere lo spareggio per la Coppa dei Campioni, i giallorossi sono ampiamente favoriti nella corsa all'Europa.

MILANO - Il cambio in panchina fra Rudi Garcia e Luciano Spalletti ha completamente stravolto la stagione della Roma, partita per lottare al vertice ed incappata invece in un campionato anonimo, condito addirittura con l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano dello Spezia, formazione di serie B. Con Spalletti i giallorossi hanno ritrovato solidità tattica, mentalità vincente e mordente in campo, fattori che, uniti ad un'ottima campagna acquisti di gennaio, hanno portato la compagine capitolina ad infilare sei vittorie di fila acciuffando quel terzo posto che pareva ormai questione per altri. Fiorentina, Milan ed Inter continuano ad inseguire il gradino più basso del podio che conduce allo spareggio estivo per la Coppa dei Campioni, ma a questo punto la Roma appare la logica favorita. Ne è convinto anche Maurizio Compagnoni, popolare telecronista di Sky Sport che ha recentemente affermato: «Penso che il Milan sia rientrato pienamente in corsa grazie ad un girone di ritorno diametralmente opposto alla prima parte di stagione, tuttavia vedo la Roma quasi irraggiungibile per i rossoneri; i giallorossi hanno una rosa nettamente migliore di quella di Mihajlovic, hanno ritrovato tutto per competere ad alti livelli e recuperare 6 punti alla formazione di Spalletti è impresa quasi impossibile. Il Milan deve essere contento di essere almeno tornato in lotta per il terzo posto dopo due stagioni in cui non riusciva a concorrere nemmeno per la Coppa Uefa».

Quando è l'organico a fare la differenza
Non c'è dubbio che se la Roma non impazzisce all'improvviso il terzo posto è saldamente nelle sue mani. Spalletti è un allenatore che insegna calcio e mentalità, ha riportato a Trigoria la voglia di lavorare ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E poi, rispetto al Milan, c'è un organico che a Milanello possono solamente sognare: il Milan non ha un difensore come Manolas (che insieme a Romagnoli si sposerebbe benissimo), ma soprattutto non ha a centrocampo la qualità, la quantità ed il carisma di Nainggolan, nè le geometrie di Pjanic. In attacco, poi, la Roma vanta tanti ricambi che il Milan non ha, a partire da Perotti e Iago Falque, per finire con quel Stephan El Shaarawy che proprio i rossoneri hanno fatto partire per Roma e che nella capitale si sta rilanciando con 4 reti in 5 partite. Vero che l'attaccante savonese sta rendendo al massimo con Spalletti, ma è vero anche che nelle ultime tre stagioni le sue prestazioni erano state disastrose o inesistenti; oggi è naturalmente partito il solito coro di sdegno verso Adriano Galliani, ormai bersaglio preferito di tutte le frustrazioni rossonere, ma cosa sarebbe accaduto se l'amministratore delegato milanista avesse riportato El Shaarawy all'ovile dopo la bocciatura di Mihajlovic? Sarebbero partite le solite critiche per aver condotto una campagna acquisti senza spendere, con Boateng ed El Shaarawy ripresi mezzi rotti. Chi oggi si spertica per il clamoroso regalo fatto alla Roma (che comunque pagheà El Shaarawy a giugno se vorrà tenerselo), probabilmente non avrebbe perso tempo a puntare il dito contro Galliani qualora avesse trattenuto l'ex calciatore del Monaco, pressochè inutile nelle ultime tre stagioni. Ma tanto, ormai si è capito, la colpa al Milan è sempre di Galliani.